Valentina Rodini, l’oro olimpico dell’Unimore ’Verso l’infinito e oltre’
La 26enne di Cremona ha scelto Modena per affiancare le gare agli studi: «La realtà e il sogno mai così vicini»
«Verso l’infinito e oltre».
Valentina Rodini ha la dimensione della sfida tatuata sulla pelle. Da novella Buzz Lightyear, la canoista Unimore sorprende il mondo alle Olimpiadi di Tokyo. Rodini da ieri è (con Federica Cesarini) la prima medagliata azzurra nel canottaggio femminile.
«Realtà e sogno non sono mai stati così vicini», commenta l’atleta sulla propria pagina Facebook. La 26enne di Cremona ha scelto Modena per affiancare le gare agli studi, cosa che visti i risultati le sta riuscendo davvero molto bene.
«Lo sport insegna il rigore nel metodo e nella costanza. Anche se subentrano la fatica e la stanchezza, devi raggiungere gli obiettivi».
Così la medaglia d’oro salutava sulle colonne del nostro giornale qualche tempo fa il premio in memoria di Luciano Landi per il programma Unimore Sport Excellence. E la finale olimpica a cui ha preso parte ieri ne è una dimostrazione lampante.
LA GARA PERFETTA
L’Italia si schiera all’ultimo atto del doppio donne pesi leggeri nella corsia 4. Rodini e Cesarini si volgono a destra e vedono gli Stati Uniti e la Romania. Pongono lo sguardo a sinistra, incrociando gli sguardi con gli equipaggi di Gran Bretagna, Francia e Olanda. Si parte e le azzurre impongono un buon ritmo. Rodini e Cesarini pagaiano a una media di 18 chilometri orari, in linea con il terzetto di sinistra.
Meno veloci gli Stati Uniti e la Romania (17,6 chilometri orari). Al passaggio del mezzo chilometro l’Italia è terza con un tempo di 1’42”26. Conducono le britanniche Emily Craig e Imogen Grant (1’41”84) davanti alle francesi Laura Tarantola e Claire Bove (1’42”09). Le olandesi Marieke Keijser e Ilse Paulis recuperano dal quarto posto (1’42”52) e imprimono un’andatura forsennata. Dopo cinquecento metri le orange conducono in 3’24”88, precedendo il duo francese (3’25”26) e la coppia azzurra (3’25”33). La Gran Bretagna è staccata di 13 centesimi dalle italiane. L’Olanda accelera ancora: ai 1.500 metri Keijser e Paulis (5’06”09) accumulano un vantaggio di oltre un secondo sulle britanniche (5’07”44), a loro volta staccate di quattro centesimi dalle azzurre (5’07”48). Mancano cinquecento metri al traguardo e il divario alla Sea Forest Waterway nipponica appare un anno luce o “lightyear”.
Rodini e Cesarini non ci stanno e decidono che è “Buzz time”: tempo di sfrecciare. Il sorpasso si consuma a pochi centimetri dal traguardo e ha il profumo dell’impresa.
L’Italia è alla fine medaglia d’oro con il tempo di 6’47”54. La Francia segue, seconda e argento, a soli 14 centesimi, l’Olanda completa il podio, terza, a 49 centesimi. Epilogo amaro per la Gran Bretagna che scivola giù dal podio per un solo centesimo.
«Verso l’infinito», esclama Valentina “Buzz” Rodini sui social. Sul podio la “Joy Story” si materializza con una doppia investitura. Cesarini cinge la medaglia sul petto di Rodini, che ricambia il gesto. Dopo il successo ai Campionati Europei, risuona di nuovo l’inno di Mameli sul canottaggio femminile con Rodini e Cesarini protagoniste. «Sapevamo dal principio che sarebbe stata durissima fino alla fine - commenta Rodini a Rai Sport - e Federica è stata bravissima nel gestire la gara». L’ultimo grande gesto di classe di una neo-campionessa olimpica. —
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