Andrea Bertolini da record: festeggia i 500 collaudi al volante delle Ferrari F1
Il 47enne pilota sassolese ha tagliato l’incredibile traguardo al volante della 375 Il primo test nel 2001: «Ho guidato tutte le “rosse” tranne la 126 C2 del 1982»
Gabriele Canovi
Cinquecento. Cinquecento è il numero che fa entrare di diritto Andrea Bertolini nei libri di storia del Motorsport italiano e mondiale. Cinquecento rappresenta lo storico numero di collaudi raggiunto dal pilota modenese a bordo delle monoposto Ferrari. Un traguardo dal sapore decisamente speciale, raggiunto dopo una carriera ventennale. Il cinque volte campione del mondo GT è entrato nella famiglia del Cavallino Rampante appena diciottenne, quando venne assunto come addetto del reparto motori. Il primo collaudo appartiene al lontano 2001, ma è il 2004 l’anno che il pilota sassolese ricorda con più emozione. “Il 2004 è stato l’anno più intenso e impegnativo della mia attività. Ero impegnato nel Mondiale GT con la Maserati MC12 e allo stesso tempo svolgevo i collaudi della Ferrari di F1, affiancando Luca Badoer e il grande Michael Schumacher — racconta Bertolini in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport – quella vettura, la F2004, è una delle monoposto a cui sono più affezionato. L’ho sempre definita la regina delle F1, era la perfezione. Con un’elettronica spaziale e una telemetria incredibile. Non per niente, a metà stagione, avevamo già vinto il titolo iridato. Credo che abbia rappresentato il massimo delle prestazioni”.
Oggi, nel 2021, l’auto che è al centro dei pensieri e delle emozioni di Andrea Bertolini è senza dubbio la 375 F1, vettura protagonista del 500º test. “È una della macchine che mi ha emozionato di più – commenta il driver classe 1973 sempre alla Gazzetta dello Sport – di solito, quando lavoro, cerco di tenere da parte il coinvolgimento personale per concentrarmi sulla parte professionale. In questo caso non ci sono riuscito. Quando mi sono seduto nell’abitacolo della 375 F1, ho subito cominciato a pensare alla prima vittoria della Ferrari e a tutto il tempo che è passato da allora, una sensazione davvero speciale”.
Il palmares del 47enne di Sassuolo parla chiaro: 3 FIA GT Championship (nel 2006, 2008 e 2009), 1 FIA GT1 World Championship (nel 2010), 1 Superstars International (nel 2011), 1 GTC Asian Le Mans Series (nel 2013) e 2 GTE European Le Mans Series (nel 2014 e 2015). Nella lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, Bertolini ha elencato le dieci monoposto che occupano un posto speciale all’interno dei suoi ricordi. Oltre alle sopracitate F2004 e 375 F1, in questo ristretto club sono presenti la 312 B3, monoposto guidata da Niki Lauda nel 1974, la F1-87, la 641 F1-90, la 412 T2 (ultima Ferrari di F1 con il motore a 12 cilindri), la leggendaria e plurivincente F399, la F2007 di Kimi Raikkonen e la F2008. Potrà suonare strano, ma nell’infinita collezione di Bertolini, manca una figurina. Si tratta della 126 C2, la Ferrari guidata da Gilles Villeneuve nel 1982, la stagione del tragico incidente di Zolder: “È la Ferrari che mi manca, fra le tante che ho collaudato”. Il pilota modenese non nasconde il rimpianto e confessa: “Purtroppo non credo che ci sia in giro un esemplare marciante e funzionante”.
Oggi Bertolini è in Belgio, impegnato nella 24 ore di Spa sul Circuit National de Francorchamps, luogo della sesta tappa del GT World Challenge Endurance. Nella gara più impegnativa e importante della stagione, il pilota di AF Corse condividerà l’abitacolo con Lorenzo Bontempelli e con Louis Machiels, suo storico compagno di squadra. —
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