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Angelo Soli dalle acque del Panaro al bronzo nel Mondiale di kitesurf

Gabriele Farina

Nelle acque di Gizzeria (Catanzaro) il vignolese è arrivato terzo alle spalle del polacco Jan Koszowski e del russo Mikhail Novikov nella categoria Under 17. «Una passione nata quando avevo cinque anni»

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Gabriele Farina

Dalle acque del Panaro al bronzo mondiale nel kitesurf. Angelo Soli non è un profeta in patria per scelta. Il 16enne vignolese ha conquistato il bronzo iridato al Mondiale di Formula Kite, categoria Under 17. Nelle acque calabre di Gizzeria (Catanzaro) Soli è arrivato terzo alle spalle del polacco Jan Koszowski e del russo Mikhail Novikov. Il vignolese aggiunge la medaglia in una collezione nella quale splende il titolo italiano ottenuto nel 2020. L’atleta sogna la partecipazione olimpica a Parigi 2024. Intanto, riavvolge il nastro e racconta una passione (è il caso di dirlo) controcorrente.

Come nasce l’amore per il kitesurf?

«È una passione che ho da sempre o almeno da quando avevo cinque o sei anni. Mio padre lo praticava quando ero piccolo e andavo in vacanza con lui. Mi sono subito appassionato».

Che sensazioni regala?

«Competizione e adrenalina, ma anche libertà e tranquillità».

Quanto impegno richiede?

«Occorre un grande sacrificio per praticare questo sport. Occorre essere sul mare e allenarsi parecchio: senza tali elementi non è possibile fare strada».

Non una scelta comune per chi è nato a Carpi e vive a Vignola. Come si concilia l'impegno con gli spostamenti?

«Non è semplice. Da qualche anno ho iniziato a viaggiare spesso per praticare di più questo sport».

Soddisfatto del bronzo mondiale?

«Sono molto contento, ma mi ha amareggiato un po’ il fatto di essere arrivato molto vicino ai primi due. Avrò voglia di batterli la prossima volta».

Qual è il prossimo obiettivo?

«Gli Europei di settembre. I partecipanti saranno più o meno quelli. Rimetteremo in gioco tutte le carte».

A Parigi 2024 il kitesurf esordirà come sport olimpico. Un pensierino ai Giochi è possibile?

«L’obiettivo è arrivarci. C’è ancora tanto da lavorare e per me è ancora presto. Sono giovane, ma il mio obiettivo è arrivare ai Giochi».

Cosa può servire per arrivarci?

«Principalmente tanto impegno e determinazione».

A 16 anni è già arrivato qualche risultato importante. C’è qualche ringraziamento da fare?

«Innanzitutto, i miei genitori (Adriano Soli e Raika Foroni) che mi seguono da sempre. Anche il tecnico della Nazionale mi hanno sempre aiutato e supportato. L’aiuto principale resta però costituito sempre dai miei genitori, che mi accompagnano in giro, mi portano alle gare, mi supportano nella mia passione».

Progetti per il futuro?

«Sono ancora piuttosto indeciso. Mi piacerebbe girare per il mondo, visitare tanti posti, condurre una vita piuttosto leggera».

Un modello di atleta di riferimento?

«No, non direi proprio».

Quanto è utile il kitesurf per il carattere?

«Tanto. Il kitesurf è uno sport che lavora sul carattere. Le regate sono poi tutte esperienze di vita. Tutte esperienze di vita. Una regata è principalmente di testa e di carattere, forma il carattere, la personalità, il modo di fare, come ti proponi in certe situazioni. Si può dire che il carattere conti più della tecnica e ti permette di affrontare esperienze importantissime».

Qual è il successo più importante finora in carriera?

«Il bronzo ai Mondiali. Ho incominciato a gareggiare da circa due annetti, prima mi allenavo per divertimento».

Quale può essere un buon consiglio per chi desidera avvicinarsi al kitesurf?

«Ti deve piacere il mare. All’inizio è uno sport è un po’ difficile. Serve un po’ di spinta, ma quando inizi è fantastico. Con la tavola inizi subito ad avere grandi sensazioni e soddisfazioni». —

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