Sassuolo, Magnanelli parla già da dirigente «Se la Juve vuole Locatelli venga coi soldi»
«Dionisi? Sta portando le sue idee. Vogliamo ancora sgomitare con le sette sorelle, ma sarà importante partire forte»
Paolo Seghedoni
«Se la Juventus vuole prendere Locatelli deve portare i soldi. Si sa che il Sassuolo è una bottega cara… Parlo da dirigente». Scherza, ma nemmeno troppo, il 36enne capitano neroverde Francesco Magnanelli, che a margine della presentazione della squadra di giovedì sera nel suggestivo scenario di Piazzale della Rosa e del Palazzo Ducale a Sassuolo, ha messo in fila diversi temi. Cominciamo dalla fine, ovvero proprio dal mercato e dai tre azzurri neroverdi: «Il commissario tecnico Mancini ha avuto il coraggio di portare tre calciatori del Sassuolo, di farli giocare e di fidarsi di loro ed è ovvio che abbiamo giocatori forti, non solo i tre nazionali ma anche tanti altri. Non abbiamo bisogno di vendere ed è giusto che i giocatori forti vengano pagati. Locatelli e Berardi sono giocatori forti e chi li vuole li deve pagare». Il capitano, forte della sua grande esperienza, parla di questo avvio di stagione: «Nasce qualcosa di nuovo, il passato ci lascia una squadra che sa giocare a calcio e che ha uomini importanti, dobbiamo dare continuità al lavoro fatto. Il mister sa quello che vuole, ha le idee molto chiare e noi dovremo essere bravi a seguirlo. L’eredità che ci ha lasciato De Zerbi è quella di passare attraverso il gioco, e del resto il calcio da qualche anno sta andando in questa direzione. Basti pensare agli Europei, dove ha vinto la squadra che probabilmente ha espresso il miglior calcio. Noi portiamo avanti un tipo di gioco da qualche anno e credo che continueremo su questa falsariga, mister Dionisi sta inserendo i suoi concetti, che un po’ ci mancavano. Sappiamo però che sarà un campionato difficile - conclude Magnanelli - ci sono le sette sorelle e almeno altre tre squadre che faranno bene, noi staremo lì a sgomitare, sarà importante partire forte».
DIONISI
Dal capitano all’allenatore. Alessio Dionisi è rilassato e racconta come il Sassuolo ora come ora sia «in linea con le aspettative. Non siamo né troppo avanti né troppo indietro, tra meno di un mese inizia il campionato e ci faremo trovare pronti, ma non saremo completi. Ad oggi siamo a buon punto, anche perché ho trovato una squadra ben allenata e organizzata, con qualità tecniche e morali, ho ereditato tanto. C’è da lavorare, come sempre, e vogliamo toglierci delle soddisfazioni, per ora il programma è rispettato».
Si parla ancora dell’Empoli («non credevo che il Sassuolo mi potesse scegliere, sono arrivato con entusiasmo. So che sono neofita della categoria, ma come staff tecnico ce la siamo guadagnata sul campo») e anche della famiglia Squinzi: «E’ importante, nel calcio si parla tanto di cifre, ma la passione è fondamentale. Ce la metteremo tutta perchè i nostri proprietari siano orgogliosi».
Inevitabile parlare di mercato, anche se Dionisi sull’argomento non si sbottona: «Non so cosa succederà, ma se andrà via qualcuno sarà sostituito. Con Carnevali e Rossi il confronto è continuo, loro sanno bene cosa fare e io sono tranquillo».
Si torna a parlare di De Zerbi («lo ringrazio ancora») e dei tre campioni d’Europa: «Per me sarà un privilegio conoscerli e allenarli, aver vinto l’Europeo è importante perché avrà dato loro una mentalità ancora più vincente».
Curiosità sul modulo che adotterà il nuovo trainer neroverde per il “suo” Sassuolo. «Il modulo? Si parla sempre di cifre e di sistema di gioco, ma la differenza la fanno sempre i giocatori - risponde Dionisi -. Comunque daremo continuità sul campo a quello che era stato fatto, poi è chiaro che qualcosa cambierà. Ora abbiamo qualche amichevole, che affronteremo nel miglior modo possibile, ma i risultati in amichevole non mi interessano, penso alla prestazione e al mettere a punto la conoscenza tra tutti i componenti della squadra. Poi è chiaro che vincere in qualsiasi occasione piace sempre a tutti...». —
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