Il Carpi non si arrende: ufficializzato ieri dal club il ricorso al Tar
Udienza davanti al giudice monocratico martedì o mercoledì Una nuova bocciatura decreterebbe la fine della società
Enrico Ronchetti
Come previsto e già preannunciato sin dalla prima bocciatura della Covisoc, il Carpi ha ufficializzato ieri la propria volontà di proseguire la battaglia contro la sua esclusione dalla Serie C fino ad ogni grado di giudizio possibile. Intraprendendo quindi la strada del Tar del Lazio, a cui aveva diritto ad appellarsi entro tre giorni dal ricevimento delle motivazioni del Collegio di Garanzia del Coni arrivate venerdì.
“La Società Carpi F.C. 1909, avendo sempre e rigorosamente rispettato la normativa vigente e gli adempimenti dalla medesima imposti, reputa erronea ed ingiusta la decisione del Collegio di Garanzia del Coni di confermare l’esclusione della squadra dal campionato di Serie C 2021/2022. Per l’effetto, comunica di aver impugnato detta decisione avanti il TAR Lazio”.
Con queste righe pubblicate sul proprio sito ufficiale, la società di via Abetone ribadisce ancora una volta di aver rispettato le norme e gli adempimenti previsti. Una posizione legittima, quella del Carpi, che come già anticipato nei giorni scorsi dovrebbe andare in udienza con ogni probabilità tra martedì e mercoledì. Ad aprire il valzer calcistico del Tar sarà infatti (probabilmente lunedì) il Chievo, società esclusa dalla B e che come il Carpi avrebbe chiesto alla Figc un accesso agli atti per verificare le iscrizioni degli ultimi tre anni di tutte le altre squadre professionistiche. I veneti e lo stesso Carpi vogliono insomma verificare di non essere stati oggetto di un accanimento rispetto a situazioni comuni anche ad altre società invece ammesse.
Il Tar, che si riunirà in modo monocratico (ovvero con un solo giudice e non un collegio per rendere più rapidi i procedimenti), è l'ultimo grado di giudizio che possa intervenire sull'ordinamento sportivo. Ovvero, in caso di ribaltamento della sentenza del Coni, imporre alla Figc di riammettere il Carpi alla Serie C. In questa fase non è escluso che il Tar possa disporre una sospensiva del provvedimento del Coni, ma in quel caso sarebbe quasi scontato un intervento diretto di Gravina, incaricato dal Consiglio Federale di gestire la questione esclusioni-ripescaggi insieme ai presidenti delle componenti federali. Se invece dovesse arrivare un'altra bocciatura, la storia sportiva del Carpi Fc 1909 si concluderebbe definitivamente, mentre da un punto civilistico è probabile che i soci cercheranno di liquidare la Srl per evitare un fallimento che avrebbe un riverbero anche sulle loro aziende, attuali azioniste del club. —
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