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Barbieri e il quartetto azzurro volano, ma il podio a Tokyo resta un sogno

Bruno Ronchetti

La modenese è protagonista nella sfida con la Germania in cui le azzurre migliorano il primato italiano «Grazie di cuore a tutti compagne, staff e Federazione per questa indimenticabile avventura»

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Bruno Ronchetti

Un’Olimpiade è sempre un’Olimpiade anche se arrivi con un sogno meraviglioso, cioè lottare per una medaglia e poi ti ritrovi fuori dal podio. Rachele Barbieri e le azzurre dell’inseguimento a squadre chiudono in sesta posizione la loro avventura all’Izu Velodrome di Tokyo, ma lo fanno a testa alta, anzi altissima, dopo aver migliorato per due volte nello spazio di 24 ore il record italiano sulla distanza. 4'10"063, gran tempo davvero quello fatto segnare in mattinata da Rachele Barbieri, Letizia Paternoster, Elisa Balsamo e Vittoria Guazzini nella sfida con la Germania, un match perso in partenza, visto lo strapotere delle tedesche, al record mondiale in ogni uscita giapponese e inarrivabili per chiunque tanto da dominare la finale per l’oro contro la Gran Bretagna con uno stratosferico 4'04"242, ovviamente primato iridato.

Il tempo fatto segnare dalle azzurre, 4'10"063, per dare un’idea del suo valore, solo cinque anni a fa a Rio avrebbe regalato loro la medaglia d’oro. Oggi, invece, pur superandosi il quartetto italiano è stato escluso anche dalla lotta per le medaglie, perché purtroppo per l’Italia anche le altre nazionali hanno migliorato le proprie prestazioni relegando le azzurre a una finale per quinto e sesto posto poi persa in 4’11”108 contro l’Australia, quinta in 4’11”032.

Un ultimo atto della manifestazione in cui il ct Salvoldi ha tolto proprio Rachele Barbieri inserendo nella formazione Martina Alzini

Per il gruppo azzurro, con un'età media di 22 anni a dimostrazione dei grandi margini di miglioramento, l'Olimpiade resta altamente positiva. Con l'obiettivo, tra tre anni a Parigi, di limare ancora il differenziale con le formazioni leader.

«Ci siamo presentate ben decise a contenere l’urto delle tedesche – dice Rachele da Tokyo 2020 – Poi, però le cose non hanno girato per il meglio e nell'arco di un paio di “trenate”, il sogno è fallito. Noi abbiamo perso, però ci siamo rese conto che non abbiamo regalato nulla. Le avversarie hanno dovuto soffrire e al termine, hanno riconosciuto il nostro valore. Tanto che abbiamo stabilito il miglior tempo assoluto a livello nazionale sulla distanza dei 4 chilometri».

«Si sa, lo sport è fatto così: c'è chi vince e chi perde. Nel nostro caso – conclude Rachele – direi che almeno abbiamo perso facendo lottando con tutte le nostre forze. Comunque grazie mille ragazze, grazie di cuore, grazie anche a tutta la Federciclismo, al nostro fantastico staff e a tutti coloro che hanno vissuto assieme a noi in questi giorni una indimenticabile esperienza! A presto». —



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