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Paltrinieri a Parigi 2024 può scrivere la storia superando Rosolino

giovanni balugani
Paltrinieri a Parigi 2024 può scrivere la storia superando Rosolino

Dagli esordi a 16 anni all’incredibile doppia medaglia di Tokyo Con un altro podio olimpico sarà l’italiano più vincente di sempre 

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il ritratto

giovanni balugani

Era il 7 luglio del 2011 quando la Gazzetta titolava così: “Una stella nel nuoto. Gregorio Paltrinieri ai Mondiali in Cina”.

A 16 anni il giovane Greg aveva stupito tutto il mondo del nuoto italiano sbaragliando la concorrenza al trofeo Settecolli di Roma guadagnandosi l’accesso ai Mondiali che di lì a poco si sarebbero disputati a Shanghai. Un’esperienza che non andrà bene. Chiude al 19esimo posto con un tempo mediocre, pagando anche lo scotto della prima esperienza tra i big del pianeta.

Eppure rileggendo le sue dichiarazioni prima e dopo quell’esperienza si può avere già l’idea della tempra e della forza che ha trasformato quell’adolescente nel campione che tutti noi abbiamo imparato a conoscere.

«Ammetto di essere un po’ deluso – diceva dopo quella prima volta – anche se è stato strepitoso essere a un Mondiale. Ho capito che per vincere e per diventare il più forte non basta solo essere veloci, ma soprattutto avere la testa».

La testa. Aveva già intuito quanto nel nuoto fosse importante e a Tokyo lo ha dimostrato perché solo la tenuta mentale gli ha consentito di mandare giù una diagnosi come la mononucleosi e combattere con freddezza per ritrovare una forma decente.

Lo stesso celebre virologo Roberto Burioni aveva detto di essere rimasto stupito dalle prestazioni di Greg, poiché quel virus è debilitante specie per un atleta che deve confrontarsi con altri mostri.

Ma Paltrinieri ha ritrovato in altura una forza in grado di garantirgli due medaglie eccezionali, l’argento negli 800 metri e il bronzo nella 10 chilometri in acque libere, oltre al quarto posto nei 1500 metri stile. Ma per chi a 16 anni aveva già quella testa, un bottino del genere non è sufficiente. Nemmeno dopo un ostacolo come la mononucleosi. Lo si è capito dalle dichiarazioni a caldo dopo le gare, glielo si leggeva negli occhi che quel fuoco indomito avrebbe voluto di più. Ma c’è anche la famosa “testa” che porta sempre equilibrio: «Sono veramente contento – aveva detto dopo la gara – non credo di essere un esempio di vita ma ho sicuramente lottato dall’inizio alla fine. Non sono super Greg ma più orgoglioso di essere un guerriero. Non volevo sapere di mononucleosi e altro, sono uscito deluso da qualche prova di questa Olimpiade. Ma ho sempre pensato di venire fuori da una situazione negativa».

Ma l’amore tra Gregorio e le Olimpiadi resta saldo («Sono le gare che amo di più») e di fronte al suo cammino ce ne è una tra tre anni, Parigi 2024. Il Gregorio di 16 anni, quello che forse senza nemmeno rendersene conto era già indirizzato nella strada dei campioni, rispondeva così quando gli veniva chiesto di Londra 2012: «Io ci penso sempre, farò il possibile per esserci».

Il Gregorio di oggi più maturo, ma anche più consapevole dei suoi mezzi su Parigi risponde che «mi piacerebbe esserci».

E tutti noi gli diciamo “Provaci Greg”, la storia è a un passo. Il nuotatore italiano più titolato di sempre alle Olimpiadi è Massimiliano Rosolino, con un oro, un argento e due bronzi (di cui uno a squadre). Gregorio in carriera ha conquistato una medaglia per ciascun metallo. La storia lo attende e nulla è impossibile per quel ragazzino di 16 anni o per quell’uomo di 26. Nulla è impossibile per Gregorio Paltrinieri. —

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