Nuovo Carpi: Correggio si oppone, ma c’è già un piano B
Fabio Garagnani
Il Tar del Lazio ha anticipato al 17 agosto i dibattimenti cautelari relativi ai ricorsi delle escluse dai campionati, Carpi compreso. Dalla seduta collegiale ci si aspetta la conferma di quanto già decretato dal Consiglio Federale e dal Collegio di Garanzia del Coni. Nel frattempo si agitano le acque in cui naviga il progetto Carpi-Correggese. L’ostacolo alla traversata verso il Cabassi è rappresentato dalle sempre più ferme posizioni del sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi, spinta dallo ‘sciopero’ annunciato dai volontari che gestiscono lo stadio Borelli e dall’appoggio delle forze politiche cittadine. Il rischio è quello di dar corso a un Piano B che farebbe entrare tutti gli attori in una sorta di dilemma del prigioniero da cui ognuno avrà qualcosa da perdere. Per sciogliere il nodo, oggi Lazzaretti rientra dalla località di vacanza ed inizierà subito il giro di consultazioni che includerà i due Primi cittadini coinvolti. Gli sviluppi sono difficilmente prevedibili perché la necessaria deroga della Figc ai regolamenti, fino a ieri data per scontata a fronte della peculiarità della situazione, ora si scontra col malumore di Correggio e con le dichiarazioni contrarie della Sindaca Malavasi: «Tutti sono pronti a fare la loro parte affinché il patrimonio che è frutto sì dell’impegno di Lazzaretti, ma anche di tutta una comunità non vada dispersa. La cosa che mi lascia perplessa è che si pensi di portar via il nome Correggese dalla sua città. Ci sono cose che non sono in vendita e che nessuno potrà comprare: il nostro orgoglio, la nostra storia e il patrimonio sportivo della nostra città. Questi sono i valori che tuteleremo in tutti i modi».
Di fronte al conflitto, la sensazione predominante è che la Federazione si atterrà alle scadenze regolamentari senza autorizzare il cambio di nominativo e neppure il trasloco al Cabassi. A quel punto, Lazzaretti potrebbe abbracciare una soluzione alternativa che arriverebbe più o meno allo stesso risultato ma scontentando tutti. L’imprenditore carpigiano, infatti, vuole a tutti i costi fare calcio nella sua città e avrebbe già dato la disponibilità per pagare i 300 mila euro necessari a creare una nuova società che possa ripartire in sovrannumero dalla Serie D. A quel punto, il Comune di Carpi potrebbe bandire la manifestazione di interesse o addirittura aggiudicare con affidamento diretto. Nel contempo, non potendo essere proprietario di due società e con tempi stretti per una cessione, Lazzaretti non potrà che rinunciare al campionato con la Correggese, come fece il Sondrio nella scorsa stagione. Una soluzione che lascerebbe Correggio senza squadra e Lazzaretti senza 300 mila euro. Cui prodest? Meglio, molto meglio, che la diplomazia faccia il suo corso e trovi una quadra tra le diverse esigenze. Compresa l’ambizione di mister Texcart, che nel 2014 dovette rinunciare alla Serie C perché, allora come oggi, privo di uno stadio che ne rispettasse i requisiti strutturali. In quella occasione venne richiesta la disponibilità del Cabassi, che venne concessa.
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