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Il Tar boccia il ricorso del Carpi Ora rimane il Consiglio di Stato

Fabio Garagnani
Il Tar boccia il ricorso del Carpi Ora rimane il Consiglio di Stato

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Come nelle previsioni, il Tar del Lazio ha bocciato ieri il ricorso presentato dal Carpi contro l’esclusione dalla Serie C. Ora, al vecchio ‘Carpi fc 1909’ del presidente Matteo Mantovani non resta che il Consiglio di Stato. Anche lì senza tanti spiragli. Nel mentre, il patron della Correggese Claudio Lazzaretti avrebbe preparato tutta la documentazione necessaria per rispondere in queste ore alla manifestazione di interesse bandita dal Comune di Carpi. Anche lui attendeva la parola definitiva del Tar prima di compiere il passo ufficiale, facendo contestualmente «tutto il possibile per garantire un futuro in D alla Correggese – ha detto alla Gazzetta di Reggio – e nei prossimi giorni sarò più preciso».

PRECEDENTE CASERTANA

Nell’ennesima giornata di attesa per i tifosi biancorossi non è mancato neppure il momento thriller. In particolare quando, poco prima della sentenza di respingimento del ricorso biancorosso, era stata accolta la richiesta fatta in subordine dalla Casertana per una riammissione in Serie D. Sempre stando al Tar, nessuna istanza in tal senso è stata però proposta dagli avvocati di via Marx, Filippo Giuggioli e Pierpaolo Cacciotti. Ciononostante, nell’ambiente vicino a Lazzaretti serpeggia il timore che anche chi, come il Carpi di Mantovani, non abbia chiesto l’ammissione in subordine davanti al Tribunale, possa ora farne domanda alla Figc in forza del precedente Casertana. Un’ipotesi che creerebbe all’ombra del Cabassi un inenarrabile guazzabuglio, ma che pare decisamente temeraria.

LE CONFERME DEL TAR

Nella sua seduta collegiale, il Tar del Lazio è entrato nel merito del ricorso del Carpi, ma non ha fatto altro che ribadire quanto già emerso dalle sentenze precedenti. Con riferimento ai contributi Inps: un paio di mesi pagati con un numero di rate sbagliate e iniziando a pagare il 31 maggio anziché il 16 marzo; un’altra parte rateizzata con un giorno di ritardo. Per quanto riguarda l’Irpef non sono stati accolti né il ravvedimento operoso, perché di ravvedimento operoso per il Tribunale non si tratta, né la rateizzazione dopo la presentazione dei 770, perché il Manuale delle Licenze indica legittimamente altre scadenze.

Una debacle su tutta la linea, con beffa finale: «tale inadempimento appare ancora più evidente nella misura in cui risulterebbe che la società ricorrente, tra la fine di luglio e l’inizio del mese di agosto, abbia regolarizzato la propria posizione debitoria».

Fabio Garagnani



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