Vezzali: «La mia missione: spingere gli sportivi da divano a emulare i nostri campioni»
RIMINI. «L’Italia è un paese di sportivi da divano. Siamo tutti pronti a tifare la nazionale e gli azzurri e gli azzurri ma poi in pochi si alzano dalla poltrona per emularli. Dobbiamo invece motivare gli italiani verso stili di vita sani e attivi. Questo porta benefici al Paese sul piano della salute e del benessere e comporterebbe un risparmio di 80 milioni di euro l’anno per ogni 215 mila persone, lo 0,3%, che che spostiamo da una vita sedentaria ad una vita attiva». Così Valentina Vezzali, sottosegretario dello sport, intervenuta al Meeting di Rimini. «È un periodo esaltante per lo sport italiano. E il tema dell’incontro “Il coraggio della sfida, andare oltre i limiti”, è a me molto caro, l’elemento della sfida si contrappone al concetto di limite. Porsi delle sfide presuppone essere preparati interiormente ad affrontare nuovi rischi ed essere talmente psicologicamente forti da superare tutte le paure che questi fanno emergere in noi». Poi ha parlato della sua nuova vita da politica impegnata per lo sport. «Lo sport deve servire come scuola di vita e come tale deve essere insegnato. - ha detto - Questa è la mia nuova sfida, che si basa su un elemento fondamentale: la competenza, criterio con il quale si può raggiungere l’obiettivo di mettere a sistema lo sport italiano. Lo sport ha bisogno di persone appassionate, motivate e che conoscano le dinamiche dal basso e dall’interno ma nella realtà di tutti i giorni il combinato disposto atleta e donna è ancora vissuto con diffidenza. Sul piano dirigenziale la parità di genere sembra essere ancora assai lontana, su 44 federazioni solo una ha eletto una donna come presidente In tal senso ho chiesto al Coni di spingere in questa direzione».
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