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Roma all’Olimpico col Trabzonspor «Nessun cambio»

Roma all’Olimpico col Trabzonspor «Nessun cambio»

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roma. «Non è il momento di fare cambi». Lo aveva detto prima del match contro la Fiorentina e Josè Mourinho lo ripete anche alla vigilia di Roma-Trabzonspor, sfida di ritorno del playoff di Conference League. Si riparte dal 2-1 dell’andata per i giallorossi e il tecnico portoghese chiede attenzione ai suoi: «Sappiamo che sarà sufficiente un pareggio. Ma se stiamo pareggiando al minuto 80 non dovremo correre rischi. Dobbiamo giocare come se fosse una partita secca. Per questo non cambierà tanto». Con l’abolizione dei gol che valgono doppio in trasferta, l’altra novità è l’assenza del Var: «Continuo a pensare che il gol del Trabzonspor in Turchia fosse in fuorigioco – ha detto il tecnico in conferenza stampa –. Quantomeno domani avremo la goal line technology. Dobbiamo adattarci, capisco la difficoltà della Uefa. Però, se non sbaglio, il Var sarà in finale: vediamo se ci arriviamo noi (ride, ndr)» . Archiviata l’era del “rumore dei nemici” («Gli unici nemici sono Trabzonspor prima e Salernitana poi»), l’obiettivo è la fase a gironi e per raggiungerla Mourinho non ha nessuna intenzione di procedere col turnover: «Siamo in un momento in cui abbiamo bisogno di giocare – afferma –. Ci sono profili di giocatori con una storia di infortuni e che dobbiamo controllare: serve attenzione. Ma gli altri devono giocare. Non è il momento di fare rotazioni, farò pochi cambi».

Ci sarà Nicolò Zaniolo, squalificato in campionato dopo il rosso con la Fiorentina. Mentre al centro dell’attacco è ballottaggio tra Shomurodov e Abraham. I maggiori indiziati per i “pochi cambi” sono Cristante e Veretout. Si scalda Diawara che a Trigoria ha avuto un diverbio con un tifoso. Mourinho sminuisce («nessun dramma») e si sofferma sul futuro del centrocampista ex Napoli: «È un giocatore della rosa, c’è un gruppo di giocatori che sta lavorando a parte ma Diawara sta con noi. Il mercato è aperto fino al 31, può succedere qualcosa ma se Diawara resta con noi, è un’opzione. È un bravo professionista, un bravo ragazzo, c’è un buon rapporto». Per un Diawara in bilico, c’è un Lorenzo Pellegrini con la fascia al braccio e punto fermo: «Può fare tutto. Se avessi tre Pellegrini, li farei giocare tutti. È un giocatore multifunzionale, si adatta a diversi ruoli. Anche in 10 contro la Fiorentina Lorenzo ha saputo giocare sulla fascia destra, capisce l’allenatore, è intelligente».

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