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Calcio. Carlo Rivetti: «Non nego un po’ di emozione, ma questo Modena è proprio come lo volevo»

Paolo Vecchi
Calcio. Carlo Rivetti: «Non nego un po’ di emozione, ma questo Modena è proprio come lo volevo»

«Abbiamo costruito una squadra di valore composta soprattutto da uomini, quello che avevo chiesto. Il peso del pronostico può essere anche un vantaggio. Il mio debutto al Braglia con la Reggiana e riavere i tifosi con noi è la vittoria più bella»

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Paolo Vecchi

«Non nego di provare un po’ di emozione, ma l’emozione per me è una sensazione positiva perchè esprime partecipazione, passione, appartenenza e coinvolgimento. Poi io mi emoziono sempre».

Carlo Rivetti, presidente e patron del Modena, l’uomo che sta facendo sognare un’intera città, questa sera non potrà essere a Grosseto ad assistere alla prima del Modena, della sua squadra che, come ha ripetuto più volte il massimo dirigente gialloblù, dovrà essere un’orchestra in grado di suonare armoniosamente uno spartito vincente. Non ha badato a spese affidando al figlio Matteo, amministratore delegato e direttore generale del club canarino, e al direttore sportivo Davide Vaira il compito di allestire uno squadrone in grado di puntare direttamente alla serie B.

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Presidente Rivetti, che sensazioni prova alla vigilia del debutto?

«Positive e la partita in Coppa Italia con la Vis Pesaro me le ha confermate anche se siamo ancora in una fase di rodaggio. Non si potranno vincere tutte le partite, ci saranno anche le sconfitte, ma credo che il Modena farà bene. Io sono un ottimista sempre, altrimenti non farei il presidente di una squadra di calcio e l’imprenditore in Italia».

Un giudizio sulla squadra?

«Ricalca perfettamente le mie attese anche se non sono entrato nelle scelte tecniche di cui si sono occupati mio figlio Matteo, Vaira e Tesser. Abbiamo costruito una squadra di bravi giocatori e soprattutto di uomini, un gruppo solido che potrà contare su una rosa ampia e di valore che in un campionato dove si possono effettuare cinque cambi a partita sarà sicuramente un vantaggio. È stato svolto un grande lavoro sul mercato intervenendo in profondità in tutti i reparti».

Qualche giocatore l’ha colpita in modo particolare nel precampionato?

«Mi sono piaciuti un po’ tutti, poi siamo una squadra e non amo parlare dei singoli».

Matteo e Silvio, anche se con ruoli e responsabilità diverse, hanno sposato anima e corpo il progetto Modena.

«Sono fiero dei miei figli».

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Il Modena è un affare di famiglia in casa Rivetti. Come vivete l’esperienza di aver acquistato il club canarino?

«Molto serenamente. Per fortuna siamo una famiglia in cui ognuno ha i suoi interessi anche se siamo tutti coinvolti anche Camilla che sta progettando il suo matrimonio. Il Modena preoccupa soprattutto mia moglie che teme di non vedermi più nei week end».

Il Modena affronta carico di ambizioni un campionato in cui dovrà confrontarsi con il peso del pronostico. Un problema?

«No, se saremo bravi a gestirlo. Avere gli occhi puntati addosso genera maggiore responsabilità e può diventare anche un vantaggio se la squadra saprà essere compatta, unita negli intenti e orgogliosa di indossare la maglia del Modena».

A quando il suo debutto in tribuna?

«Stasera non posso, ma con la Reggiana sarò sicuramente al Braglia»

E con lei migliaia di tifosi del Modena che stanno dando la caccia ai biglietti...

«Mi fa un piacere enorme perchè riavere i nostri tifosi allo stadio è la cosa più bella che potesse capitare».

Con chi dovrà vedersela il Modena nella lotta per la promozione?

«Sicuramente con le tre retrocesse, ma anche il Siena e il Cesena hanno lavorato bene e sono da tenere d’occhio».

Nel progetto della Famiglia Rivetti c’è la nuova casa del Modena. Come procede?

«Non ci siamo ancora mossi, ma lo faremo sicuramente a breve prendendo contatti con le autorità e cercando una soluzione che vada bene a tutti.

Avere un centro sportivo tutto nostro è una cosa molto importante anche per il lavoro strutturato che si potrà svolgere con il settore giovanile in cui noi crediamo tanto».

Sente ancora Romano Sghedoni?

«Io un po’ meno, ma Matteo ha contatti frequenti con lui che mi aspetto di avere in tribuna per il derby con la Reggiana».

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