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Una sfida da affrontare con lo spirito della 4x100

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La proprietà, rappresentata da Carlo Rivetti e dalla sua famiglia, c’è. La società, capeggiata da Matteo Rivetti, pure. Il direttore sportivo, Davide Vaira, si è presentato nel migliore dei modi. La squadra allestita è una corazzata riconosciuta da tutto il mondo del calcio, Attilio Tesser non ha bisogno di presentazioni: è il tecnico giusto per provare a realizzare un’impresa straordinaria. Condiamo un piatto già molto ricco con la grande ambizione del nuovo corso e l’attesa spasmodica della città che non vede l’ora di scatenare il proprio entusiasmo al Braglia e anche in trasferta grazie alla riapertura, seppur ancora parziale al 50%, degli stadi. C’è una voglia pazzesca di Modena e l’attesa del popolo geminiano è alle stelle. C’è tutto, non manca nulla per disputare una grande stagione. L’unica cosa che non può esserci è la certezza matematica del risultato. Perchè stiamo parlando di calcio, una disciplina sclerotica, impronosticabile, perchè ci sono di mezzo un pallone che può schizzare ovunque e sfuggire anche al controllo dei calciatori più dotati e un giudice inappellabile: il campo, quel rettangolo verde che alla fine dice sempre la verità. Lo sanno bene tutti: dalla Famiglia Rivetti, al ds Vaira, a mister Tesser ai giocatori scelti per riportare il Modena in serie B e che quel campo lo dovranno onorare assieme alla maglia gloriosa e prestigiosa che indosseranno. Gli investimenti effettuati dalla nuova proprietà sono stati ingenti e l’atteggiamento ambizioso, determinato, ma al tempo stesso responsabile della società, è la garanzia di una dirigenza forte, presente e consapevole, la prima condizione per poter effettivamente costruire qualcosa da consegnare alla storia del club canarino. Perchè si parte sempre dal manico.

Il Modena, questa sera allo Zecchini di Grosseto, inizia il capitolo più importante della storia recente, iniziata con la rinascita dal fallimento Caliendo firmata da Amadei, Salerno e Sghedoni e proseguita col tentativo in solitaria di Mister Kerakoll di riportare il calcio modenese nelle categorie nobili. Non ce l’ha fatta, ma avrebbe potuto realizzare il suo sogno se Michele Mignani, il tecnico che ha preceduto Tesser, non si fosse dimenticato che nel calcio bisogna anche attaccare.

Ci prova Carlo Rivetti che non si nasconde dietro un dito: si gioca per vincere.

Ma le vittorie e il conseguimento dei grandi traguardi possono passare anche attraverso le sofferenze e le difficoltà perchè la concorrenza non manca ed è agguerrita. È li che che il gruppo e la città dovranno fare la differenza affrontando il campionato con lo spirito della 4x100 azzurra che ha conquistato l’oro a Tokyo. In quei poco più di 37 secondi c’è tutto: la grande partenza, lo strappo prepotente, poi la paura di perdere fino alla volata trionfale di Tortu. Hanno vinto le gambe, il valore, la testa e il cuore, le qualità che dovrà metterci il Modena per mettere il naso davanti a tutti.

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