Carpi Fc 1909 alla finestra, la Figc spalle al muro
La vecchia società attende di conoscere il destino riservato a Casertana e Samb per poi chiedere lo stesso trattamento
La tanto sospirata parola “fine” a questa folle estate del calcio carpigiano non è arrivata. E probabilmente non arriverà in modo definitivo nemmeno oggi. Il perchè è da attribuirsi alla posizione del Carpi Fc 1909 presso il Tar del Lazio, che ieri ha ricevuto in udienza gli avvocati del club di via Abetone che, a differenza di quanto sostenuto finora, non solo ha interesse a disputare un campionato federale ma ritiene un proprio diritto e ha ambizione che questo campionato sia quello di Serie D. L'udienza, iniziata dopo le 17 con un ritardo di quasi un'ora, si è conclusa in serata ma non ha portato ad una sentenza definitiva. Si è infatti trattato di una seduta interlocutoria, in cui di fatto il giudizio è stato rinviato. Su richiesta dei legali del Carpi, avvocati Giuggioli e Cacciotti, il Carpi ha infatti chiesto al Tar di attendere le decisioni della Figc in merito alle posizioni di Casertana e, in seconda battuta, Sambendettese. Oggi è infatti il giorno in cui la Figc darà il via libera alla Lnd di comporre i propri gironi, consegnando nelle mani del presidente della massima lega dilettantistica la lista completa delle società aventi diritto al campionato di Serie D. Il Carpi Fc 1909 ha deciso di restare alla finestra: se la società di via Abetone non dovesse essere ammessa con le stesse modalità riservate alla Casertana (ovvero con richiesta dei 300 mila euro di versamento a fondo perduto in favore della Figc, oltre ai 50 mila di iscrizione), a quel punto, e solo a quel punto, i legali del Carpi chiederanno al presidente del Tar di esprimersi in merito.
Una condotta che mette di fatto spalle al muro la Figc, che in questa partita complicatissima deve fare i conti anche con il precedente del Gozzano che, dopo aver rinunciato spontaneamente alla promozione in Serie C conquistata sul campo, si è visto riconoscere dalla Federazione l'iscrizione in sovrannumero in D per “la straordinarietà della situazione determinatasi a causa della pandemia da Covid-19”. Un'iscrizione in sovrannumero di una società avente diritto alla C, riammessa in D senza il versamento degli ormai famigerati 300 mila euro a fondo perduto. E' proprio qui che il Carpi si è messo alla finestra, attendendo le decisioni non solo su sé stesso ma anche sulla Casertana e in subordine sulla Samb.
Se qualcuno poteva immaginare una situazione paradossale, non sarebbe insomma mai arrivato a tratteggiare un quadro come questo. Un quadro in cui nel frattempo l'Amministrazione comunale ha – rispettando le Norme Federali – indetto un bando che ha fatto rinascere il calcio cittadino, affidandolo alle mani di Claudio Lazzaretti e del suo neocostituito Athletic Carpi. Un erede che potrebbe trovarsi nell'assurda situazione di dover convivere con la società che dovrebbe sostituire. Negli organici federali ma anche nei cuori dei tifosi e degli appassionati, che rischiano concretamente di dover fare i conti con due Carpi entrambi partecipanti al campionato di Serie D. Un primo responso si avrà oggi alle 13, quando la Lega Nazionale Dilettanti darà vita ai gironi della prossima Serie D: difficile al limite dell'impossibile pensare possa non esserci l'Athletic, così come appare impossibile ci sia il Carpi Fc. Ma attenzione a Casertana e Samb e alle modalità con cui verranno ammesse o meno: se ci sarà disparità di trattamento, il Carpi ha già un nuovo appuntamento con il Tar.
Enrico Ronchetti
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