Berardi senza fascia, ma è subito protagonista
All’esordio stagionale l’attaccante si vede annullare una rete, sforna un assist vincente poi si “divora” una grande occasione
Paolo Seghedoni
ROMA. Era il 10 novembre del 2013 e Domenico Berardi spense in gola l’urlo della vittoria alla Roma al 94’, al termine di una partita in cui il portiere neroverde Pegolo si rese protagonista di alcuni interventi prodigiosi. Quel pareggio per 1-1 fu uno degli snodi della prima stagione del Sassuolo in serie A, la stagione che impose Berardi agli occhi di tutti gli appassionati. Ieri sera, quasi otto anni dopo, Berardi è tornato all’Olimpico per un Roma-Sassuolo ancora molto particolare, quello dell’esordio stagionale dopo le voci di mercato che avevano, di fatto, escluso il numero 25 neroverde dalle prime due partite a Verona e in casa contro la Sampdoria. Un purgatorio inedito per Berardi che finora, salvo infortuni e squalifiche, non aveva praticamente mai saltato una delle ormai tante partite del Sassuolo in serie A. Perchè, che lo si voglia o no, Mimmo è il vero simbolo del Sassuolo, il vero totem neroverde. E anche quella di ieri sera è stata tutto tranne che una gara banale per lui anche se Dionisi gli toglie la fascia da capitano lasciandola sul braccio di Ferrari.
Berardi comincia piano, con qualche occasione sciupata per difetto di determinazione. In particolare, al termine di una bella giocata di Raspadori finalizzata con un colpo di tacco, il calabrese prova a innescare il suo sinistro senza però creare un reale pericolo a Rui Patricio. Ma Berardi c’è e comincia a carburare tanto che al minuto numero 26 va in rete al termine di una bella azione corale condita con l’assist di Raspadori: Berardi in area conclude col destro superando l’estremo difensore giallorosso. Ma è tutto vanificato da un fuorigioco ‘di spalla’ di Raspadori all’inizio dell’azione. Una vera disdetta che si acuisce quando la Roma passa in vantaggio con topica difensiva neroverde sulla punizione di Pellegrini per l’inserimento di Cristante che sbuca proprio dietro Berardi per beffare Consigli. Ma Mimmo c’è e riprende a disegnare calcio, come quando nel finale della prima frazione con un filtrante delizioso libera in area Frattesi. Ma è nella ripresa che Berardi torna a essere decisivo con l’assist della rete dell’illusorio pareggio messo a segno da Djuricic. Berardi torna a prendersi il ‘suo’ Sassuolo e lo fa con l’ennesimo passaggio vincente della sua ormai quasi decennale carriera con la maglia neroverde addosso. La gara cambia padrone, il Sassuolo preme e potrebbe segnare ancora con lo stesso Berardi irretito da un super Rui Patricio prima che lo stesso numero 25, poco dopo il minuto 75, lasci spazio a Defrel, un ex della gara dell’Olimpico. Il resto è cronaca e, in buona parte, cattiva sorte. Dal palo di Traorè al palo-gol di El Sharaawy, fino alla rete, bellissima e ancora annullata per un fuorigioco, di uno degli altri ex della partita, Gianluca Scamacca. Dionisi mastica amaro, la sconfitta dei suoi non è certamente meritata e viene alla fine di una gara che il Sassuolo ha comunque ben giocato, ma al tecnico toscano resta anche la sensazione di poter contare sul gioiello calabrese, su quel Domenico Berardi senza cui difficilmente il Sassuolo potrà conquistare risultati di prestigio. E alla fine l’amaro in bocca è sicuramente mitigato.
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