L’ultra maratona delle Alpi Dopo 4 giorni senza sonno Simone Corsini è quinto
Filippo Franchini
È un’impresa straordinaria, quella firmata da Simone Corsini al Tor des Géants 2021. Il portacolori della sassolese Atletica Mds Panariagroup ha conquistato un magnifico 5° posto assoluto nel percorso da 330 km, portando a termine la massacrante cavalcata dopo 82 ore e 45 minuti di marcia.
Il viaggio di Simone aveva avuto inizio sabato sera alle 20.20 da Courmayeur. L’epilogo si è materializzato dopo 4 giorni esatti di apnea, mercoledì sera alle 20:45. Un anello da 330 chilometri, con 24000 metri complessivi di dislivello positivo.
«Non ho ancora realizzato, mi sento solo stanco e felicissimo – ammette il 28enne originario di Toano – È davvero un viaggio interminabile, durissimo. Senza retorica, è un’esperienza che cambia la vita».
Micidiale e affascinante al tempo stesso. Un incredibile percorso articolato sui sentieri della Valle d’Aosta, attraverso il Parco Nazionale del Gran Paradiso e quello Regionale del Mont Avic.
«L’idea di iscrivermi è nata per caso, dopo oltre un anno di vita travagliata a causa del Covid. In questa mia corsa c’era tutta la voglia di vivere, di ripartire, di riappropriarsi della libertà di cui tutti siamo stati privati».
Una storia speciale, che probabilmente il prof. Corsini condividerà nei prossimi giorni con i suoi alunni dell’Istituto “Cattaneo”, a Castelnovo né Monti, dove insegna Scienze e Tecnologie applicate all’Elettronica ed Elettrotecnica.
«Proverò a raccontare loro cosa sia il Tor – sorride – Un viaggio interiore, difficile da spiegare, se non lo vivi sulla tua pelle. Forse qualcuno di loro si appassionerà e arriverà a sperimentarlo un giorno».
Il Tor. Tre lettere appena che racchiudono per i trail runners di tutto il mondo la magia, il fascino e quel senso di riverente rispetto che solo le imprese quasi mistiche meritano. Una delle prove di endurance più impegnative del globo, per unanime ammissione.
«L’aspetto più duro è certamente la privazione del sonno. In quattro giorni avrò dormito appena mezz’ora e non c’è modo di allenarsi per questo. Poi ci sono le salite, i guai muscolari, le difficoltà alimentari e soprattutto gli sbalzi termici. In quota abbiamo toccato zero gradi e mercoledì è stata pioggia battente da mattina a sera, con freddo e nebbia».
La prestazione di Corsini è stata sensazionale, 5° assoluto e 2° Senior. Davanti a lui, mostri sacri delle ultramaratone montane, a partire da Franco Collé, trionfatore assoluto in 66 ore e 43 minuti, nuovo record della gara. «Non mi aspettavo di poter reggere questi ritmi così a lungo. Mi ero preparato seriamente, correndo bene il Gran Trail di Courmayeur e la Abbots Way, ma mi sono avvicinato a queste distanze siderali solo nell’ultimo anno. Mi piace correre e amo farlo sui sentieri di montagna, tipici delle mie parti, pur non disdegnando la strada».
A ieri sera, con la gara ancora in corso di svolgimento (il tempo limite da regolamento è di 150 ore, ndr), sono stati appena 36 gli atleti al traguardo, con 429 ancora impegnati sul percorso e ben 247 già costretti al ritiro. «Dedico questa impresa alla mia famiglia, che mi ha seguito in camper dall’inizio alla fine di questi giorni surreali: hanno disputato il Tor anche loro!».
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