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Paolo Vecchi
Modena. Trovata la prima vittoria a Fermo, il Modena incappa nella prima sconfitta stagionale. Al Braglia, che ieri ospitava 3200 spettatori, non va con due punti conquistati nelle tre partite fin qui giocate nel tempio del calcio modenese. A metterci lo zampino i Diavoli Neri dell’Entella che si aggiudicano la partitissima di giornata grazie a un regalo dei gialli dopo appena 55 secondi e a uno dei due calci di rigore concessi ai liguri dall’arbitro Rutella: il primo, provocato da un fallo di mano di Ciofani anche espulso, parato da Gagno; il secondo, sempre calciato da Lescano e sicuramente molto generoso per un contatto ai confini dell’esistente tra Maggioni e Merkaj che si lascia furbescamente cadere, finito nel sacco. Il Modena, che era riuscito a recuperare la partita con Minesso subito dopo il penalty fallito dall’Entella, deve così inchinarsi sotto gli occhi di patron Rivetti e cominciare a costruire il riscatto già da mertedì nel derby del Manuzzi contro il Cesena.
Tesser ha problemi in difesa dove, all’assenza di Silvestri, si aggiunge quella di Ingegneri. Il mister canarino inserisce Baroni al fianco di Pergreffi e conferma Ciofani a destra e Azzi a sinistra della linea arretrata. In mezzo Gerli in regia alle spalle di Scarsella e Di Paola. Mosti è in trequarti al posto di Tremolada ancora malconcio alla spalla, ma a disposizione. Davanti Marotta e Minesso. Tra i pali c’è Gagno. 4-rombo-2 anche per Volpe, mister dell’Entella che si oppone con Paroni tra i pali protetto da Cleur, Silvestre, Coppolaro e Cicconi. Paolucci è il vertice basso del reparto centrale opposto a Schenetti, Dessena e Karic i due interni dei liguri che davanti propongono l’ariete Magrassi e Lescano.
Al via di Rutella di Enna, il Modena finisce sotto con un dei gol più rapidi nella storia del calcio. Non passa nemmeno un minuto, sono precisamente 55 secondi, quando Pergreffi e Baroni balbettano in disimpegno col capitano che regala la palla a Magrassi che fulmina Gagno. Il big match parte in salita e nei primi dieci minuti, l’Entella, formazione fisicamente molto strutturata, va a pressare i gialli creando non pochi alla Banda Tesser. Che finalmente, trascinata da Azzi, entra in partita. Al 14’ Mosti per Minesso che colpisce l’esterno della rete, al 18’ Marotta in acrobazia su un cross di Ciofani, ma l’attaccante canarino viene stoppato. Ancora Ciofani per Minesso, girata, la difesa dell’Entella respinge. Nel finale di tempo Azzi devasta a sinistra e serve Minesso che la dà a Mosti il quale spara scontrandosi con un miracolo di Paroni. Ci starebbe anche un rigore per un atterramento dello stesso Minesso, ma Rutella non è così generoso nei confronti dei gialli.
Nella ripresa, al 50’, arriva, infatti, un penalty per gli uomini di Volpe. Un tiro di Lescano incrocia il braccio sinistro di Ciofani: l’arbitro indica il dischetto e spedisce il terzino, già ammonito, negli spogliatoi lasciando i gialli in dieci. Lescano alla battuta, Gagno intuisce e Modena salvo. Passano due minuti, Gerli si inventa un percussione centrale e regala un’imbucata al bacio per Minesso che fredda Paroni in uscita. Il Braglia esplode, Tesser ridisegna la squadra e si mette a tre dietro inserendo Maggioni per Mosti e Ogunseye per Minesso. Quattro minuti dopo Ponsi per Marotta e Duca per Scarsella. Maggioni, Pergreffi e Baroni i tre dietro, Azzi si sposta a destra, Ponsi si piazza a sinistra e Duca va a dar man forte ad Ogunseye. L’Entella spinge, ma al 75’ il Modena ha una grande occasione quando Azzi si scatena a destra e mette in mezzo per Ponsi bravo a seguire l’azione, ma non a concludere. Ci prova anche Ogunseye di testa, ma c’è una deviazione e la palla finisce fuori di un soffio. All’80’ la frittata è servita. Palla in area canarina da destra, Merkaj, entrato per Magrassi, la lascia sfilare e appena sente un contatto con l’ingenuo Maggioni si butta. L’arbitro vede un fallo, riporta Lescano sul dischetto e questa volta l’argentino fa centro andando a festeggiare in modo scomposto sotto la Montagnani che lo insulta in tutti i modi. Lescano a fine partita andrà a scusarsi, ma coi tre punti in tasca chiedere il perdono è più facile.
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