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Mo.Ba rilancia Ambo, progetto dedicato ai ragazzi disabili

Fabrizio Morandi
Mo.Ba rilancia Ambo, progetto dedicato ai ragazzi disabili

Il direttore tecnico Coppeta: «Vogliamo abbattere le barriere della diversità» Obiettivo lavorare sull’autonomia della persona e garantirne il divertimento 

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Fabrizio Morandi

"Per abbattere le barriere delle diversità", presenta così con un ottimo grado di sintesi il Direttore Tecnico di Mo.Ba Claudio Coppeta, il progetto Ambo ereditato dal decennale progetto che fu di SBM Modena e sviluppato come sempre con la collaborazione del Comune di Modena e del Servizio di Neuropsichiatria Infantile dell'AUSL di Modena, rivolto a ragazzi autistici e con altre disabilità.

Il progetto è stato presentato ieri mattina alla Palestra Ferraris di Modena, alla presenza di autorità e addetti ai lavori. "Si tratta di un progetto che viene rinnovato per altri tre anni in base alle leggi vigenti", spiega la Dott.ssa Angela Russo del Servizio di Neuropsichiatria dell'AUSL, "che vede in campo sette-otto ragazzi per gruppo di età diverse con l'obiettivo di lavorare sull'autonomia della persona, sull'autonomia sociale e sulla parte motoria, dove il ragazzo con l'aiuto dell'istruttore copre le reali necessità dei ragazzi. Perché anche questi ragazzi devono stare bene, divertirsi e avere un po' di ambizione sportiva".

E' un progetto fondamentale rivolto a ragazzi dai 6 ai 18 anni con l'obiettivo di accompagnarli anche in seguito, specifica Marco Borzacca uno dei tre soci fondatori di Mo.Ba, persone che in questo periodo di pandemia hanno probabilmente subito gli effetti peggiori.

Un progetto che sarà coordinato lato Ambo da Marcella Vaccari: "Abbiamo l'obiettivo di mantenere le parti di eccellenza già sviluppate negli anni precedenti da personale tecnico che ora è variato. Per i ragazzi questo rappresenta un punto ed una esperienza molto importante, quella del venire in palestra, in cui l'energia trasmessa da loro è spesso di grande motivazione per tutte le persone coinvolte".

All'incontro ha partecipato anche Maria Carafoli presidente del Panathlon Club di Modena, da anni vicino a questo progetto. "Abbiamo una collaborazione pluriennale che abbiamo confermato per altri tre anni, un progetto che è cresciuto grazie all'impegno di persone che hanno con sé la passione e la competenza dei ragazzi seguiti".

Il Responsabile tecnico del progetto sarà Davide Giroldi che raccoglie il testimone di chi l'ha preceduto: "L'idea è cercare di stabilire un contatto e una relazione con ogni bambino, migliorare i loro schemi motori di base e le loro capacità coordinative, sempre in un'ottica ludica, contribuendo così al loro complessivo benessere psicofisico. Vogliamo ripartire da quanto è stato fatto di buono sinora sviluppando ulteriormente le loro capacità".

Il progetto ha anche un altro aspetto ambizioso, spiega sempre Giroldi: "l'obiettivo, pandemia permettendo, di uno scambio sul terreno di gioco con i giocatori normodotati così come succede tutti i giorni fuori dalle palestre", dando lo start ad un progetto di indubbio fascino ed interesse.

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