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Stefano Aravecchia
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Stefano Aravecchia

REGGIO EMILIA. Partite del genere le puoi sbloccare solo se hai giocatori di qualità. E il Sassuolo, pur giocando così così a livello di squadra, ha qualità in diversi interpreti. Per rompere l’equilibrio contro la Salernitana di Castori c’è voluta una gran giocata di Boga che ha messo sulla testa di Berardi un pallone solo da spingere in rete. Questo il lampo che ha indirizzato il match del Mapei, giocato sotto un diluvio incessante. Nel complesso il Sassuolo ha saputo creare di più, ma è mancato in fase di finalizzazione. La Salernitana, sostenuta da 2500 tifosi, è sempre rimasta in partita e in prossimità del novantesimo ha anche sfiorato il pari con Simy. I campani escono a testa alta, ma non riescono a staccarsi dall’ultimissimo posto in classifica, inchiodati a quota 1. Invece i neroverdi interrompono la striscia di tre sconfitte consecutive centrando il primo successo stagionale al Mapei che li proietta a 7 punti, la metà di quelli che avevano lo scorso anno. Ma questi paragoni hanno senso solo fino a un certo punto: con Dionisi è iniziato un ciclo, il cantiere è ancora aperto. Serve tempo al nuovo tecnico per dare identità ed equilibrio tattico, plasmare il gruppo a sua immagine e somiglianza e farlo crescere in tutte le fasi. Ieri da salvare ci sono soprattutto i 3 punti,quanto alla prestazione è stata a corrente alternata come questo inizio di stagione. Il Sassuolo ha sempre cercato di fare la partita, palesando però troppe imprecisioni e correndo rischi.

MATCH TOSTO

Dionisi decide di proseguire nel solco “dezerbiano”, riproponendo il 4-3-1-2. Privo di Toljan, il tecnico si affida a Muldur sulla corsia destra di difesa e ripropone tra i titolari Lopez, Djuricic e Raspadori, partiti dalla panchina nella sfida di martedì contro l'Atalanta. Castori, senza l'infortunato Ribery, rinforza il centrocampo con l'inserimento di Di Tacchio. In avanti confermato il tandem Djuric-Gondo. L’ex tecnico del Carpi passa dal 3-5-2 al 4-3-1-2 col rombo, piazzando Ranieri in marcatura a uomo su Berardi. La Salernitana, tosta e grintosa, parte forte chiamando subito in causa Consigli con Gyomber. Il Sassuolo cresce col passare dei minuti senza però mai decollare: di Lopez l’occasione più significativa di un primo tempo nel complesso bruttino e privo di grandi emozioni. Almeno fino all’ultimo minuto, quando Giua assegna un rigore al Sassuolo per fallo di Gagliolo su Frattesi: potrebbe essere la svolta del match, ma il Var annulla la decisione dell’arbitro e le due squadre vanno negli spogliatoi in parità. Decisione che appare giusta, l’intervento di Gagliolo appare leggermente fuori area e poi il difensore prende la palla e a colpirlo sulla tibia sembra essere lo stesso Frattesi.

IL LAMPO

L’equilibrio viene comunque rotto in avvio di secondo tempo. A scombinare i piani di Castori è una giocata di qualità di Boga, che con una grande accelerazioni scappa via a Gyomber e poi sforna un delizioso cross per Berardi che sul secondo palo insacca. Per l’attaccante una gioia doppia, visto che in tribuna per la prima volta a vederlo c’è il figlioletto Nicolò. Castori, già privo dell’infortunato Ribery, stravolge l’attacco con un triplo cambio (dentro Simy, Bonazzoli e Obi), per dare la scossa ai suoi. Dionisi risponde inserendo Traoré e Scamacca per affondare il colpo e chiudere il match. In realtà il Sassuolo si limita ad amministrare il vantaggio e non sfrutta come dovrebbe le ripartenze che concede una sbilanciatissima Salernitana. Correndo anche un paio di rischi mica da poco: a metà ripresa clamoroso pasticcio difensivo, Frattesi con un retropassaggio serve Bonazzoli che di tacco supera Consigli ma Rogerio salva sulla linea. E a ridosso del novantesimo un colpo di testa di Simy finisce fuori d’una spanna. Sabato sera arriva l’Inter e certe distrazioni dovranno essere evitate.

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