Salvioli: «È arrivato a 17 anni, la mamma non si decideva, alla fine l’abbiamo convinta»
Chi è veramente Giulio Pinali ce lo racconta chi lo conosce bene: Andrea Tomasini e Giulio Salvioli.
«Giulio è un ragazzo caparbio e determinato – racconta l'allenatore che lo ha cresciuto nelle giovanili di Modena – si pone gli obiettivi e sa dove vuole arrivare. È un giocatore che è consapevole delle sue capacità ma conosce anche i suoi limiti. Questo gli dà molta sicurezza, è un giocatore di sicuro affidamento. E' molto difficile che dia meno di quello che può darti. Anche nelle giovanili ha sempre fatto la differenza nei momenti importanti, quando la palla scotta per intenderci, è coraggioso. Ha voglia di lavorare ed imparare, infatti quella di Trento per lui è una grandissima opportunità. Insieme a Lorenzetti potrà crescere e migliorare ancora. Ci siamo sentiti spesso nel corso degli Europei e, alla fine, mi ha anche ringraziato. Sono molto felice per lui».
Giulio Salvioli, fino alla scorso anno responsabile del settore giovanile di Modena, svela un retroscena.
«È arrivato a Modena quando aveva 17 anni, ma che fatica portarlo al Pala Panini. Sua mamma non si decideva, per fortuna l'abbiamo convinta. È un ragazzo d'oro, tranquillo e silenzioso. Non posso che parlarne bene, tuttora siamo legati da un rapporto di grande affetto. Mi ricordo quando l'ho seguito nelle prime esperienze con le nazionali giovanili in giro per l'Europa. Posso dire di essere il suo primo tifoso, dopo la sua famiglia ovviamente. Ero sicuro che sarebbe diventato un protagonista della Superlega, e ha ancora margini di miglioramento».
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