Con 7 punti in 3 trasferte i gialli di Tesser nella storia dei “corsari” canarini
La soluzione? Giocare sempre fuori casa. Sarebbe però una (impossibile) scappatoia, ma soprattutto risulterebbe una crudeltà nei confronti del popolo gialloblù e del suo tempio laico, l’amatissimo stadio Alberto Braglia. Quindi bisogna che il Modena, con un transfert psicologico, giochi in casa immaginando di essere in trasferta, dato che i due rendimenti finora sono quasi opposti: al Braglia 2 punti su 9, con 2 gol segnati e 3 subiti, fuori casa 7 punti su 9, con 6 reti all’attivo e una sola al passivo.
Nel calcio moderno, da anni ormai il fattore campo ha perso un po’ d’importanza, ma il ruolino di marcia dei gialli in trasferta merita di essere sottolineato, anche in relazione a quello casalingo. E nell’ambito della storia del Modena, oltre a una sottolineatura, merita una evidenziazione con evidenziatori dai colori forti, magari anche… fosforescenti, perché solo due volte una truppa gialloblù, nelle prime tre trasferte di campionato, ha fatto meglio della squadra di Tesser. Il Modena di Alfredo Mazzoni, nell’anno (1946/’47) del terzo posto in Serie A, cominciò con tre vittorie consecutive fuori casa: 3-1 ad Alessandria, 2-1 a Roma con la Lazio e 2-1 a Firenze. Anche i gialli di Gianni De Biasi, nell’anno primo (2000/’01) dell’Era Longobarda, partirono con tre successi consecutivi lontano dal Braglia: 2-0 ad Arezzo, 2-0 a Cesena e 3-2 a La Spezia.
A rimarcare ulteriormente il dato del Modena attuale c’è il fatto che solo altre tre volte una squadra gialloblù ha iniziato con due vittorie e un pareggio nelle prime tre trasferte: capitò nell’unica stagione di serie D (1-0 a Lentigione, 1-1 a Mezzolara e 5-0 a Zola), oltre che nella preistoria del calcio (1924/’25 e ’19/’20).
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