Vittoria pesantissima con la firma di Tesser
Il successo di Cesena va ben oltre il valore di una vittoria che al Manuzzi mancava da quindici anni e dei tre punti che il Modena ha aggiunto a una classifica in cui si mantiene a distanza ragionevolmente colmabile dalla vetta in cui si è insidiata sola soletta la Reggiana. Vale di più, perchè in riva all’Adriatico la Banda Tesser si giocava una partita determinante che poteva mettere in discussione l’intero campionato e le ambizioni di promozione diretta dei canarini. La partenza balbettante e la sconfitta interna con i “granatieri” di un’Entella fortissima sotto l’aspetto fisico e anche favorita da una direzione di gara a dir poco discutibile, aveva minato le certezze soprattutto tra gli sportivi geminiani. Il popolo gialloblù aveva iniziato a rumoreggiare, sui social erano già pronti i plotoni di esecuzione e una sconfitta a Cesena, sarebbe stata deleteria.
Ci sono momenti in cui bisogna prendere il toro per le corna e il Modena lo ha fatto senza esitazioni andando a sbancare uno stadio solitamente ostile battendo un Cesena lanciatissimo, forte e che si presentava con i galloni di co-capolista. C’è stata partita nel primo tempo, ma già nella seconda parte della prima frazione di gioco i gialli avevano preso in mano un match che nel secondo tempo hanno gestito a piacimento grazie a una prestazione di grande personalità e orgoglio. Il gol di Caturano poteva spezzare le reni ai canarini che invece si sono compattati trovando il pareggio e poi il successo grazie all’exploit del giovanissimo bomber Nicholas Bonfanti, il ragazzo che all’Inter ha studiato alla scuola di Romelu Lukaku, il suo idolo. Ma qui entra in scena Attilio Tesser. Nel riscatto del Manuzzi la mano del mister è stata pesante: con la freddezza e la lucidità di chi sa diagnosticare, grazie all’esperienza e all’intuito, la condizione psico-fisica di ogni singolo giocatore ha effettuato una mezza rivoluzione mascherata da turn over. Dentro subito Silvestri al fianco di Pergreffi e fasce laterali affidate allo straripante Azzi e al mestiere e alla qualità di Renzetti. In mezzo, confermato Gerli, un Armellino decisamente più pimpante rispetto alle precedenti uscite e Duca che non vedeva l’ora di mettere i piedi in campo. Tremolada non è ancora al top, ma la sua presenza e classe in trequarti rappresentano comunque una garanzia. Davanti fiducia a Minesso e dentro Bonfanti, la grande sorpresa della serata non solo per i gol, ma per la prestazione complessiva essendo stato un costante punto di riferimento per la manovra gialloblù. Ha scelto la gente giusta senza guardare in faccia nessuno, senza farsi condizionare da nomi e carriere perchè nella battaglia del Manuzzi servivano giocatori al top. Panchina per Marotta, Ogunseye e Scarsella, ma lo stesso Tesser sa benissimo che in una corsa sulla lunga distanza avrà bisogno di tutti i suoi big, di quelli in campo a Cesena e di chi non è ancora in grado di esprimersi al massimo. Assemblare 24 giocatori nuovi richiede tempo, ma c’è una mano saggia dietro.
A proposito di Big Nik: aveva già segnato in Coppa e al Manuzzi ha realizzato due gol da uomo grande: il primo con una legnata dal limite imprendibile, il secondo, apparentemente meno brillante, avvitandosi su se stesso per poter indirizzare di testa il pallone dove Nardi non poteva arrivare. Questo ci sa fare, Big Rom gli ha insegnato bene. E Giovannini? Entra e nasconde il pallone al Cesena per 5 minuti. Altro bel talento.
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