Quando Ulivieri e Orrico se le davano di santa ragione
Domani al Braglia una sfida ricca di fascino
il duello
Claudio Romiti
Bilancio in perfetta parità tra Modena e Lucchese, con 11 vittorie a testa e 14 pareggi. Bilancio probabilmente in parità anche tra Renzo Ulivieri e Corrado Orrico, in quanto a battute e stilettate verbali che si sono scambiati. E non solo nel biennio in cui guidavano, rispettivamente, Modena e Lucchese, ma nel corso delle loro lunghissime carriere. Domani gialloblù e rossoneri si ritrovano dopo 21 anni dall’ultima volta e, malgrado la storia delle loro sfide sia già ricca di ben 36 incroci, dire Modena-Lucchese equivale soprattutto a dire Ulivieri-Orrico. Una partita nella partita, la loro, nel biennio 1989-’91, una sfida personale iniziata una ventina di anni prima e, sul piano verbale, forse mai finita. Tra due allenatori così simili e così diversi: quasi coetanei, Ulivieri del 1940, Orrico del 1941, entrambi toscani, carriere iniziate in contemporanea (1965 e 1966 rispettivamente), dopo carriere da calciatori brevi e poco significative tra i Dilettanti. E carriere da tecnici terminate, a livello professionistico, quasi nello stesso anno (2008 e 2009). Accomunati anche dalla passione politica dello stesso colore, ambedue di sinistra, vissuta però in modi molto diversi, una diversità rivendicata pubblicamente da Orrico: “Considero l’appartenenza politica quasi sacrale e per questo non amo parlarne”. E al tentativo di apparentamento con Ulivieri, pure lui di sinistra, replicò: “Non mi piace la sua ostentazione politica, ribadisco, certe idee vanno custodite, non sbandierate”. Dopo quel biennio di scontri con il Modena di Renzaccio, approdò sulla panchina dell’Inter, ma, come ha ricordato recentemente: “Con uno stipendio da operaio specializzato, per sentirmi in sintonia col partito che ho sempre votato”. Allora Ulivieri aveva commentato: “Ora dovrà imparare a usare forchetta e coltello”. Entrambi uomini di buona cultura e significative letture, non se le mandarono a dire anche in quel biennio ’89/’91, che finì 2-1 per Orrico. In C1 fu 0-0 al Braglia, in cui il pressing della Lucchese di Orrico, inventore della famosa ‘gabbia’ di allenamento, bloccò il Modena, mentre in Toscana finì 1-0 per i rossoneri grazie a un contestatissimo rigore di Donatelli. Alla fine del torneo comunque promosse entrambe (Modena primo, Lucchese seconda a un punto). L’anno dopo in B rossoneri corsari al Braglia (1-0) e 1-1 in Toscana: alla fine Modena salvo e Lucchese a due soli punti dalla Serie A.
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