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Sassuolo, l’arma Berardi contro lo schiacciasassi Inter

Andrea Fratti

L’azzurro si propone come il riferimento di un attacco ancora spuntato nel confronto contro i nerazzurri che sono un’autentica macchina da gol

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Andrea Fratti

C’è chi naviga a gonfie vele e chi ancora cerca un vento affidabile, chi ha la sicurezza dei campioni in carica e chi si trova all’inizio di un nuovo percorso, chi colleziona gol e chi fatica a rintracciare la via che conduce alla porta avversaria: analizzare Inter e Sassuolo significa studiare due casi ben distinti, due soggetti apparentemente agli antipodi. Che i pronostici siano tutti a favore della squadra di mister Inzaghi non fa notizia, ma sono alcune statistiche a rivelare qualcosa in più. L’Inter, attualmente seconda in classifica con 14 punti (dietro a Napoli e Milan), è la formazione che ha segnato fin qui più reti (20 gol), mantenendo la media straordinaria di 3,3 centri a partita. È la terza squadra d’Italia per tiri complessivi e seconda per conclusioni in porta, è quella che realizza più assist, la seconda per numero di cross e, sorprendentemente, la terza per km percorsi. Una macchina schiacciasassi. E il Sassuolo? I neroverdi sono penultimi per reti realizzate (6), settimi per conclusioni, undicesimi per assist e ultimi per cross. La filosofia di gioco del Sassuolo e le caratteristiche dei suoi giocatori sono molto diverse, quindi è normale che ricerchi poco il fondo ed eviti i traversoni al centro, preferendo il fraseggio rasoterra e le imbucate in profondità, ma a non essere consueta è la difficoltà in fase realizzativa. Mister Dionisi è al momento alle prese con un rebus offensivo, trovandosi nella difficile posizione di chi ha tante risorse di qualità e di prospettiva, ma non riesce a trovare un sistema per poterle sfruttare al meglio. Scamacca, Raspadori, Boga, Berardi, Djuricic e Defrel rappresentano un parco attaccanti di tutto rispetto, capace di unire tecnica e rapidità, potenzialmente con moltissimi gol nelle gambe, eppure qualcosa non ha ancora ingranato. 2 gol di Berardi, 2 di Djuricic ed uno a testa per Raspadori e per Traoré costituiscono un bottino scarso, sia per il valore degli attaccanti, sia alla luce della tradizionale vocazione offensiva del Sassuolo. Dionisi predica calma per un percorso appena iniziato e a lungo termine, sapendo soprattutto come la scelta della linea verde necessiti di pazienza, ma allo stesso tempo le giornate di campionato passano e sono inevitabilmente i risultati positivi a creare le migliori condizioni per crescere serenamente. Quindi, chi può essere il leader offensivo? Anche se non ha più la fascia al braccio, Berardi rimane il simbolo di un Sassuolo che si identifica in lui, a dimostrazione di come nessuno in una squadra sia indispensabile, ma qualcuno sia difficilmente sostituibile. Berardi avrebbe potuto lasciare Sassuolo, ma, per vari fattori e motivi, si trova ancora in Emilia e, alla luce delle ultime prestazioni, non ha perso la voglia di rappresentare i colori neroverdi. Con due gol nelle ultime due partite, ha confermato di essere sempre lui il giocatore a cui si chiedono risposte anche quando i problemi appaiono difficili e, probabilmente, è a lui che mister Dionisi si rivolgerà per iniziare a risolvere l’enigma del reparto offensivo neroverde.

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