Gazzetta di Modena

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calcio. improbabile il reintegro in serie d 

Il Carpi Fc 1909 appeso a un filo: oggi la sentenza del Tar del Lazio

Fabio Garagnani

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È durata circa un’ora l’udienza del Tar del Lazio in cui si è discusso il ricorso presentato dal Carpi Fc 1909. Ieri, Pierpaolo Cacciotti del “Dipartimento dello Sport" dello Studio Agnoli e Giuggioli, in rappresentanza di via Abetone, ha esposto al Collegio dei Giudici amministrativi presieduto dal dott. Francesco Arzillo le ragioni della società, che ha chiesto il reintegro in Serie D e un riconoscimento di illegittimità del versamento a fondo perduto richiesto alle squadre ammesse in sovrannumero. Presenti in aula anche il reggente Alessandro Forlenza e i legali del Comune di Carpi, l’Avv. Matteo Sperduti dello Studio Lex Pontina di Latina, dell’Athletic Carpi, del Coni e della Figc, intervenuti per opporsi al ricorso. Duro l’intervento del rappresentante della Federazione, che non ha lasciato spazio alcuno. L’Ordinanza è attesa per oggi ma difficilmente il Tar potrà non prender atto dello stato ormai avanzato del campionato e ritenerlo interesse prevalente. In quel caso terminerebbe la storia calcistica del Carpi Fc 1909, che rimarrebbe in vita solo per chiudere l’attività economica ed evitare il fallimento che trascinerebbe con sé anche i soci di Ncs e Vft. Per questo, anche in caso di rigetto, la società continuerà la battaglia oltre la fase cautelare, di fatto conclusa con la seduta di ieri. L’obiettivo è quello di vedersi confermato il diritto che già il Tar in seduta monocratica aveva attribuito, ossia di prelazione all’iscrizione in D dopo l’esclusione dalla C, e vedersi così riconosciuto un risarcimento danni e la possibilità di accedere al credito di circa 800 mila euro vantato verso la Lega. Un principio, quello della prelazione, ormai talmente consolidato tra i giudici amministrativi che il 23 settembre la stessa Federazione si era vista costretta a chiedere la documentazione di iscrizione alla società, salvo poi non restituire una risposta al plico, pur privo dell’accreditamento del sindaco e dell’assegno di 300 mila euro. Contemporaneamente, e sempre per dimostrare di aver subito un torto, prosegue anche la battaglia per l’accesso agli atti. Riassunto delle puntate precedenti: la società aveva richiesto la documentazione di iscrizione delle altre squadre ammesse alla Serie C. La Figc aveva negato. I legali si sono quindi rivolti alla “Commissione accesso ai documenti amministrativi” presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, che dovrebbe esaminare la pratica il 13 ottobre per esprimersi entro i due giorni successivi. In caso di esito positivo per via Abetone, la Federazione sarà costretta a consegnare la documentazione.



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