Gazzetta di Modena

Sport

Italia, come farsi male da soli S. Siro e azzurri, perdono tutti

dall'inviato
Italia, come farsi male da soli S. Siro e azzurri, perdono tutti

I fischi all’inno spagnolo e a Donnarumma, poi la Roja spezza la serie positiva. Rosso a Bonucci, Pellegrini non basta

3 MINUTI DI LETTURA





dall'inviato

Alessandro Bernini

milano. La Scala del calcio è diventata il teatro degli incubi. A San Siro il 13 novembre del 2017 arrivò l’umiliazione di essere esclusi dal Mondiale russo per uno sciagurato 0-0 contro la Svezia. A San Siro il 6 ottobre 2021 si ferma la striscia di risultati più lunga della nostra storia e della storia del calcio per uno 0-2 con la Spagna. Peccato. C’avevamo preso gusto.

Ma adesso la nazionale di Mancini non è quel meraviglioso giocattolo che ci ha fatto impazzire di gioia agli Europei e se poi facciamo come Tafazzi (vedi il rosso a Bonucci) allora diventa dura. Qualche ingranaggio si è inceppato, i pareggi con Bulgaria e Svizzera avevano già acceso il campanello d’allarme. La Spagna è semplicemente più forte delle altre due e ci ha battuto giocando meglio. Quantomeno nel primo tempo, perché poi nella ripresa si sono seduti e l’Italia nel finale ha trovato la forza per dimezzare lo svantaggio con Pellegrini quando però mancava troppo poco per una clamorosa rimonta,

Così, oltre a fermare a 37 partite la striscia d’oro, perdiamo anche la finale di Nations League. Che non sarà una Coppa del Mondo ma insomma, un po’ ci tenevamo. E invece adesso giocheremo la finale terzo-quarto posto a Torino, domenica alle 15, contro la perdente del match di oggi tra Belgio e Francia.

Tra l’altro, il teatro degli incubi ha regalato anche vergogna. Vedi i fischi all’inno spagnolo, con Donnarumma e Bonucci che a più riprese (vista la scena) hanno invitato i tifosi ad applaudire. Fischi pesantissimi e offese incivili anche per Donnarumma che pure qui indossava la maglia della nazionale, che ha sempre onorato. Insomma, una serata da dimenticare su ogni fronte.

Rimpianti? Partendo dal presupposto che il risultato ci sta, sì, due rimpianti enormi ci sono. Il primo è un clamoroso gol sbagliato da Insigne al 35’ del primo tempo, sullo 0-1, un tiro a porta vuota che segnava anche il custode dello stadio coi mocassini. E il secondo sono quei maledetti ultimi tre minuti del primo tempo, dove abbiamo cucinato la frittata: prima l’espulsione ingenua per doppia ammonizione di Bonucci, poi un altro vuoto difensivo che ha consentito a Fernan Torres di staccare di testa e firmare il 2-0. Col doppio svantaggio e un uomo in meno, la verità è che all’intervallo la partita era già virtualmente finita.

La Spagna ha fatto il suo gioco, come sempre, l’unico che sa fare. Ricerca ossessiva del possesso palla, ragnatela di passaggi, ritmi spesso da calcetto amatori del lunedì ma con una qualità tecnica superiore. Stavolta però a tutto questo ha aggiunto la profondità, la capacità insomma di andare verticale e far male. Vero che anche loro non avevano le due prime punte più forti (lo juventino Morata e quel Gerard Moreno che fa scintille nel Villarreal) ma Luis Enrique è stato bravo a cercare spazi in ampiezza, soprattutto a sinistra dove Oyarzabal per almeno un tempo ha fatto vedere i sorci verdi a Di Lorenzo. Guardate ad esempio il primo gol, quello che ha spaccato la partita: è proprio Oyarzabal che crea e poi è bravo Fernan Torres a colpire al volo dopo il liscio di Bastoni. Anche il 2-0 è arrivato da sinistra: Alonso per Sanabria, palla a Oyarzabal e cross perfetto per Ferran Torres, che di testa mette dentro.

Rimasti in 10, nella ripresa Mancini ha ridisegnato l’Italia con Chiellini centrale. Abbiamo perso un uomo davanti e pungere non è stato facile, ma la presenza di Chiellini ha rigenerato la difesa e così non è arrivata la temuta imbarcata (che poteva pure starci visto come si erano messe le cose). Abbiamo sprecato un paio di contropiedi, poi all’82’ Chiesa si è involato verso la porta regalando a Pellegrini una palla che andava solo sospinta in rete e siamo tornati lì, sotto di un gol. E ci abbiamo pure provato. Ma la palla del 2-2 non è mai arrivata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google