Modena, la fiducia di Rivetti merita una doverosa risposta
II patron, pur manifestando delusione per il ko con il Montevarchi e l’inizio di stagione, ha confermato la stima in Tesser e nei gialli. Si impone la svolta
Paolo Vecchi
Patron Rivetti ha manifestato apertamente, dopo la sconfitta di Pontedera, la sua amarezza per il tonfo con il Montevarchi, ma l’ha estesa anche a un inizio di campionato che non ha mantenuto le aspettative della vigilia. Il Modena, dato da tutt’Italia come la squadra da battere del girone B di serie C, dopo otto partite si trova staccato di otto punti da una Reggiana che se ne sta in vetta in virtù di un ritmo forsennato. Il campionato è ancora lungo, ma è un distacco importante che richiederà un mezzo miracolo per essere colmato. I momenti neri arrivano per tutti e speriamo che il Modena abbia già attraversato il suo ed esca subito dal tunnel. La Banda Tesser è una squadra che naviga a vista, che a tratti trova la rotta, come ad esempio a Cesena, senza riuscire a mantenerla finendo per naufragare come sabato in Toscana contro un manipolo di ragazzini assatanati che si sono regalati la partita della vita grazie all’incapacità dei gialli di sfruttare il vantaggio firmato da Scarsella per girare la gara a proprio favore anche dal punto di vista tattico e alla dabbenagine degli uomini di Tesser sui due falli laterali che hanno portato al pari di Mercati, palla appoggiata di testa da Armellino centralmente invece di rinviarla lateralmente, e al gol partita di Jallow marcato all’esterno da Pergreffi e innescato da Azzi.
Carlo Rivetti, nel manifestare la propria amarezza, ha però anche rinnovato la fiducia, che è ovviamente condivisa dal figlio Matteo, in Attilio Tesser e nel gruppo squadra. E con la fiducia non si scherza, perchè poi scattano i processi, quelli seri soprattutto se sulla sedia del giudice ci va un imprenditore che sa portare pazienza per arrivare a vincere, ma che non è abituato a perdere. Il processo dei tifosi è già scattato e c’è un solo modo per evitare di finire di fronte al plotone di esecuzione di una piazza che ragionevolmente sognava di essere al posto della Reggiana in virtù degli investimenti affettuati dalla proprietà e dai nomi che il ds Vaira ha portato in maglia gialloblù: ripagare la fiducia. Tra la squadra e Tesser risulta non ci siano problemi, ma questi, però, ci sono sul campo e, indipendentemente dal modulo, sono annidiati nel rendimento sottotono di giocatori che possono sfoggiare un pedigree di assoluto prestigio per la categoria. Il mister faccia il suo per creare le condizioni della riscossa, poi toccherà ai giocatori. Marotta e Tremolada in testa, i gialli sono chiamati ad uscire dall’almanacco Panini per diventare una squadra vera, compatta, che sappia esprimere ed imporre un gioco aggredendo partite e classifica. Se ce la fa il Montevarchi ad essere una squadra vera, è lecito aspettarsi che ci riescano anche le celebrate prime firme gialloblù. Anzi è un dovere per rispetto alla maglia che indossano e per ripagare la fiducia di Rivetti.
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