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Tinti, agente di Raspadori «Giacomo resta al Sassuolo, non vuole bruciare le tappe»

Andrea Fratti
Tinti, agente di Raspadori «Giacomo resta al Sassuolo, non vuole bruciare le tappe»

La partenza lenta dei neroverdi ha coinvolto anche l’attaccante, a secco di gol dalla prima giornata Ora l’azzurro vuole sbloccarsi senza farsi distrarre dal mercato

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Il gol all’esordio in campionato aveva fatto credere che l’ascesa di Giacomo Raspadori potesse continuare a seguire ritmi frenetici e strabilianti, soprattutto dopo essere stato una delle sorprese della scorsa stagione, coronata anche con la convocazione in Nazionale e dalla successiva vittoria dell’Europeo. La partenza lenta del Sassuolo della nuova era Dionisi, però, ha visto frenare anche il giovane attaccante, che a livello realizzativo è rimasto fermo al 21 agosto, al match contro l’Hellas Verona. Il posto da titolare ha iniziato ad essere messo in discussione, anche perché la competizione nel reparto avanzato neroverde è piuttosto agguerrita, nonostante la cessione di Caputo sia servita proprio per fare spazio ai profili più giovani. Raspadori e Scamacca stanno pagando il prezzo dell’inesperienza, con Defrel che, nell’ultimo periodo, pare averli scavalcati, dimostrando un’ottima condizione atletica e la solita estrema duttilità tattica. In attesa che il Sassuolo trovi la giusta quadratura, Raspadori a 21 anni può permettersi di non guardare le statistiche, sapendo di trovarsi in uno dei contesti italiani migliori per la maturazione delle giovani promesse, senza le pressioni delle big, ma con tanta competizione stimolante.

Le parole di Tullio Tinti, uno dei suoi agenti, confermano proprio l’intenzione di proseguire passo dopo passo lungo il percorso di crescita nel club neroverde: «Le notizie di mercato non sono sempre vere e Carnevali fa gioco a dire certe cose. Quello di quest’estate è stato un calciomercato difficile e ora non è il momento per pensarci, anche perché il ragazzo vuole giocare nel Sassuolo e fare tutti i passaggi giusti. È un giovane intelligente, che non sbaglia una virgola. Addio a gennaio? Nel calcio non si può mai sapere, ma oggi non c’è questa prospettiva. Devono comunque essere i club a decidere se vendere o no un calciatore sotto contratto, dobbiamo smetterla di pensare che siano i procuratori a scegliere».



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