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Paolo Vecchi
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Paolo Vecchi

MODENA. Alla fine i tre punti entrano nel sacco e il Modena può rialzare la testa riscattando, contro la Viterbese, la sciagurata sconfitta di Montevarchi. Ma la festa non è completa perchè per avere ragione della cenerentola del campionato, i gialli devono prima intraprendere la strada del Calvario. Il primo tempo della squadra di Tesser, infatti, è un’angoscia per gli oltre tremila spettatori del Braglia e anche per il tecnico canarino che sperava nell’exploit di Luca Tremolada per illuminare la scena. Ma la stella del trequartista canarino, gioiello del super organico allestito dal ds Vaira per rendere subito vincente l’era Rivetti, non si accende, il Modena balbetta e proprio Tremolada conclude un sabato bestiale fallendo un rigore al 31’ che poteva portare in vantaggio il Modena poi favorito dall’espulsione al 41’ di Fracassini.

Nella ripresa è un’altra musica perchè l’ingresso di Nicola Mosti al posto di Tremolada segna la svolta e accende la manovra offensiva canarina dandole ampiezza e profondità. Nulla di straripante, ma sufficiente per innescare il gol di “Big Nik” Bonfanti, al terzo centro stagionale dopo i due di Cesena, e per portare al raddoppio dal dischetto dello stesso Mosti. Due gol pesanti, che regalano ai gialli il riscatto, la terza vittoria in quattro partite e un piccolo recupero sulla Reggiana ora distante sei punti. Missione compiuta, quindi, ma il Modena è ancora distante, almeno sul campo, dall’essere una corazzata del campionato. Le vittorie, comunque, sono sempre la miglior medicina per guarire anche se ora arrivano due esami terribili in trasferta, martedì a Pescara e domenica ad Olbia, per verificare l’effettivo stato di salute della Banda Tesser.

La sfida con la Viterbese è una ghiotta occasione per divorare la vittoria del rilancio. Il tecnico gialloblù ritrova Minesso e lo schiera con Bonfanti in un attacco orfano di Marotta e Ogunseye. Tremolada è in trequarti e Di Paola si affianca ad Armellino davanti a Gerli. Dietro Silvestri e Pergreffi al centro con Azzi a destra e Renzetti a sinistra. Tra i pali Gagno. La Viterbese si oppone con un 4-3-3: Bisogno in porta protetto da Fracassini, D’Ambrosio, Junior e Urso. Megelaitis è il faro del centrocampo completato da Errico e Calcagni. Davanti Capanni è il riferimento per Volpicelli (l’ex Matelica) e Murilo. Il Modena prova a prendere in mano il match per sbloccare la pratica in fretta, Minesso brucia le mani a Bisogno, poi i gialli si schiantano nella zona offensiva con un palleggio sterile nonostante i tentativi di Gerli di stuzzicare il genio di Tremolada. Che rimane nella lampada. Il fantasista si mette in luce solo sui calci piazzati come al 23’ quando serve Bonfanti dalla bandierina per il tocco del bomber che scheggia il palo. Ma a palla in movimento la manovra dei gialli, che si sviluppa soprattutto per vie centrali, non decolla, la squadra di allunga e la Viterbese fa la sua bella figura. Al 31’ Armellino ci prova dal limite e colpisce il bracciodi D’Ambrosio. L’arbitro Fiero indica il dischetto su cui va Tremolada che ha davanti l’occasione per svoltare. Ma già dalla rincorsa si intuisce che il rischio d’errore è alto e puntualmente arriva col pallone che scheggia la trasferta e se ne va desolamente dietro la porta. Curva Montagnani ammutolita, ma al 41’, la Viterbese resta in dieci per il secondo giallo a Fracassini.

Tesser capisce che deve cambiare e dopo pochi minuti della ripresa inserisce Mosti per Tremolada e Giovannini per Armellino allineandosi a centrocampo, ma con Giovannini pronto a diventare il terzo davanti. Mossa vincente. Al 55’ Mosti scarica un sinistro che trova impreparato Bisogno freddato dal tap in di Bonfanti. Il vantaggio e la nuova sistemazione in campo sbloccano i gialli. Entra anche Ciofani con Azzi che sale a centrocampo (finirà come punta) e protagonista nell’azione del raddoppio: percussione centrale, scambio con Mosti che gli restituisce un pallone che il brasiliano non può sfruttare perchè steso da Bisogno. Mosti vincente dal dischetto, vittoria in cassaforte e tifosi che, pur chiudendo un occhio sulla prestazione, cantano.

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