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Il vero problema del Sassuolo? Crea, ma segna col contagocce

Paolo Seghedoni
Il vero problema del Sassuolo? Crea, ma segna col contagocce

Un dato sorprendente e in controtendenza rispetto al passato per i neroverdi: realizzati appena 9 gol in 8 giornate. Ancora a secco centrocampisti e difensori

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SASSUOLO Tra i tanti dati che si potrebbero prendere in considerazione pensando al Sassuolo, ce n’è uno che stride particolarmente non solo con la storia recente della società neroverde, ma anche con le potenzialità della stessa rosa a disposizione di Alessio Dionisi.

Il dato in questione è quello dei gol segnati, appena 9 in 8 giornate di campionato, meglio solo di Venezia e Salernitana ovvero delle due ultime della classifica (col Venezia che peraltro nella serata di ieri ha giocato l’ottava giornata nel posticipo contro la Fiorentina). Una media appena superiore al gol a partita quella dei neroverdi, nonostante un attacco di grande qualità con i vari Berardi, Scamacca, Raspadori, Djuricic, Boga, Defrel, Traorè… e con centrocampisti e difensori che qualche rete in carriera l’hanno sempre segnata.

Berardi è attualmente il capocannoniere della squadra di Dionisi con 3 reti, a seguire Scamacca e Djuricic a quota 2 e la coppia Raspadori-Traorè con un gol all’attivo. In pratica finora sono arrivati zero gol da centrocampisti e difensori e sicuramente meno reti del previsto anche dal reparto offensivo.

E anche guardando agli assist ci sono soltanto i 2 di Boga e quello di Djuricic, a cui si aggiunge quello di Toljan per il gol di Scamacca contro il Genoa, il primo realizzato non da un attaccante.

Il Sassuolo, dunque, fa gioco e crea tanto ma sta fallendo troppe occasioni: lo dimostra la classifica dei tiri totali che vede i neroverdi all’ottavo posto (109 conclusioni, 43 delle quali nello specchio), mentre nei gol messi a segno il Sassuolo occupa soltanto il sedicesimo posto. Manca evidentemente un po’ di determinazione sotto porta, il cinismo e la capacità di segnare quando se ne presenta l’opportunità.

E, appunto, la sensazione a leggere questi numeri è che la fase offensiva sia quasi eclusivamente ad appannaggio degli attaccanti, o perlomeno che la finalizzazione sia lasciata agli uomini che per vocazione giocano più vicino alla porta avversaria.

Questo, in realtà, accadeva già con De Zerbi (basti pensare ai soli due gol di Locatelli nella scorsa stagione), ma è chiaro che sarà importante migliorare anche questo dato per dare impulso alla classifica del Sassuolo.

Un altro confronto interessante è quello col primo anno di Roberto De Zerbi alla guida del Sassuolo, la stagione 2018/2019. Il Sassuolo partì molto bene, per poi calare in modo deciso e riprendersi nel finale della stagione stessa. Dopo 8 giornate, comunque, quel Sassuolo viaggiava a quota 13 in classifica, un bottino di punti sicuramente significativo e decisamente migliore rispetto agli 8 attualmente nel carniere della squadra di Dionisi. Ma, appunto, il primo Sassuolo di De Zerbi si inceppò e chiuse il campionato a quota 43, all’undicesimo posto in classifica.

Tutto questo per dire che evidentemente è ancora troppo presto per fare confronti, ma al netto di questo il dato sulle reti segnate spicca e resta un punto interrogativo importante per i neroverdi.

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