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Cdr Mutina schiacciasassi Greco: «Non faremo l’errore di rilassarci, avanti così»

Andrea Ortolani
Cdr Mutina schiacciasassi Greco: «Non faremo l’errore di rilassarci, avanti così»

“Orange” dominatori in Prima D e travolgenti in Coppa, il tecnico  si gode il momento: «Vincere  non è scontato, sono entusiasta  dell’esperienza in panchina»

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Non è mai semplice cominciare la stagione con i pronostici a proprio favore, perché se c’è una cosa che il calcio che ci ha insegnato è che il campo spesso parla una lingua diversa rispetto a quella delle figurine. Nel caso della Cdr Mutina le premesse di agosto sembrano però venire rispettate in pieno: la squadra che il patron Morselli e il direttore Malavolta hanno allestito potrebbe infatti tranquillamente competere per l’alta classifica di Promozione, e, per il momento sta dominando il girone D di Prima con 5 vittorie su 5, 19 gol fatti e solo 2 subiti, a cui si aggiunge il cammino in Coppa con 14 gol fatti 2 subiti con approdo ai quarti dopo il 6-1 rifilato al Celtic Cavriago. Al timone un allenatore esordiente, ma con alle spalle una carriera da giocatore di valore assoluto, Giuseppe Greco, a cui abbiamo chiesto un bilancio di questi primi mesi: «Un’esperienza molto positiva, ho trovato una società seria, con una programmazione ben chiara e che ha allestito una squadra ben assortita. Al momento tutto è positivo, poi credo arriveranno delle difficoltà ma cercheremo di gestirle al meglio. Il ruolo da allenatore mi è sempre piaciuto, anche quando giocavo e devo dire che sono entusiasta di questa mia nuova carriera». Sulla pressione dell’essere favoriti: «Mantenere le premesse è figlio del lavoro in settimana, non è automatico fare bene solo perché hai individualità importanti. Stiamo lavorando bene tutti e questi sono i risultati. Dovremo stare attenti a non rilassarci in futuro, ma sinceramente credo che questo pericolo non ci sia, perché vorrebbe dire che i ragazzi non hanno capito cosa mi aspetto io e cosa si aspetta la società». Sul rapporto con la squadra: «Quando ero giocatore dovevo pensare solo a dimostrare all’allenatore di meritarmi il posto, ora da tecnico devo gestire venti ragazzi e tutti mi stanno dando qualcosa, dal primo all’ultimo. Il modo in cui tutti si mettono a disposizione e accettano le mie scelte, continuando ad allenarsi al massimo, è la cosa di cui sono più contento».



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