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Il doppio ex Pomini: «Sassuolo fai attenzione, è un Venezia in crescita e difficile da battere»

Paolo Seghedoni
Il doppio ex Pomini: «Sassuolo fai attenzione, è un Venezia in crescita e difficile da battere»

«I miei coetanei Dionisi e Zanetti hanno idee diverse, ma ho capito subito che sono allenatori destinati a grandi carriere»

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Paolo Seghedoni

Parlare con Alberto Pomini è sempre un piacere. Il portiere veronese, ora alla Spal, ha passato stagioni importanti al Sassuolo (dal 2004 al 2017, una carriera intera) e poi, tra il 2019 e il 2021, ha difeso per due anni la porta del Venezia tra i cadetti. Chi meglio di lui può fare le carte a Sassuolo-Venezia di domani? “E’ ovvio che sono due squadre che seguo ancora - esordisce il ‘Pomo’ - mi aspetto una bella partita. Il Venezia nelle prime due-tre gare di campionato ha subito un po’ lo scotto del salto di categoria e di aver preso tanti giocatori nuovi, ma nelle ultime partite ho visto una squadra molto organizzata e ben allenata da Paolo Zanetti, una squadra difficile da battere. Il Sassuolo dal canto suo ha qualità, da metà campo in su è molto forte e ha un’idea di gioco ben definita, anche se finora ha raccolto meno di quanto avrebbe meritato”.

Pomini ha un anno in più di Zanetti e uno in meno di Dionisi, i due allenatori che si sfideranno domani pomeriggio al Mapei. Due allenatori che Pomini ha avuto proprio a Venezia nelle ultime due stagioni: “Me lo fanno notare tutti che siamo coetanei, ma al di là di questo sono due allenatori molto bravi. Non è che la giovane età di Alessio e Paolo mi avesse impedito di capire che erano dei predestinati. Alessio fa un bel calcio e ha una buona organizzazione di gioco, non avevo dubbi che sarebbe arrivato in Serie A in poco tempo, Paolo è arrivato e ci ha fatto vincere il campionato alla prima stagione. Sono due tecnici molto bravi e hanno il plus di saper gestire bene i giocatori, di prenderli dal verso giusto e di saperli valorizzare”.

Due emergenti, due allenatori che però, a sentire il portiere, hanno qualche inevitabile differenza: “Ripeto, sono tutti e due molto bravi, diciamo che se devo cercare una differenza dico che Alessio Dionisi è un allenatore con una impostazione più personale e tende a forzare sulle sue idee di gioco per rendere sempre più automatici meccanismi e concetti di calcio. Paolo Zanetti è più duttile, si adatta di più all’avversario e cambia molto spesso modulo, diciamo che è più imprevedibile. Ma alla base del gioco di entrambi c’è una grande organizzazione: ci arrivano in modo diverso, ma per personalità e talento sono dei grandi tecnici”.

I ricordi targati Sassuolo affiorano: “Magnanelli è un highlander, che ti devo dire abbiamo cominciato che avevamo ventanni, sono contento di vederlo ancora lì, è un grande piacere. Ma anche Pegolo è ancora lì, il più anziano in Serie A anche se ha qualche giorno in meno di me. E poi c’è Remo Morini, tantissimi ricordi davvero. Personalmente sono felice, vedere una sfida in Serie A tra due squadre di cui sei stato partecipe della scalata è una grande soddisfazione. Ho una grande serenità, la fortuna di essere dentro un progetto nuovo e sono contento”.

Si parla anche di attualità e del Sassuolo alle prese con un avvio di campionato balbettante: “Un tempo di adattamento era inevitabile che ci fosse, dopo tre anni di De Zerbi era normale che ci volesse un assestamento. E’ presto per guardare la classifica, è vero che ora manca qualche punto ma la qualità c’è, il gioco anche e l’allenatore è bravo, si può avere fiducia”.

Infine il futuro di Pomini: “Sinceramente in questo momento non ho intenzione di smettere. Con Magnanelli l’anno scorso abbiamo fatto il corso di allenatori insieme, ma sono talmente felice e contento di essere alla Spal che mi sto divertendo tantissimo e ho ritrovato entusiasmo. E poi Buffon mi ha tolto la palma di atleta più anziano della Serie B: vorrà dire che continuerò per due o tre anni…”.

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