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una storia iniziata dieci anni fa 

«Quelle partite con Monza... » Un amore senza fine negli occhi di un campione

F.R.
«Quelle partite con Monza... » Un amore senza fine negli occhi di un campione

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La scintilla scoccò in 45 giorni che cambiarono la storia di Modena Volley e della sua vita; l’amore, quello vero con la “A” maiuscola che nacque in quel mese e mezzo di ordinaria follia sotto rete, è e resterà per sempre.

Incontri Bruno Mossa de Rezende, anche solo per un istante, in una delle mille conferenza stampa della sua vita e lui non ha dimenticato: «Mi ricordo ancora della prima telefonata che ricevetti dall’Italia, da Modena, volevate sapere se davvero stavo per vestire la maglia gialloblù. Sono già passati dieci anni da allora, ma io ricordo ogni cosa che ho vissuto la prima volta che sono venuto qui. Quelle partite con Monza e poi quelle battaglie con Trento...».

Quanti campioni abbiamo visto giocare al PalaPanini, tanti, tantissimi, ma pochi davvero sono rimasti nel cuore della gente come questo “ragazzo” che oggi ha 35 anni ma che ha deciso di non invecchiare mai.

«Però! Sono già passati dieci anni da quando arrivai qui, dieci anni, mamma mia».

Vero, tanti, ma lui è esattamente lo stesso di quando Daniele Bagnoli, non uno qualsiasi, annunciò: “Questo è forte davvero, vedrete, può cambiare la nostra stagione».

E così fu: Modena, perso Esko per infortunio a tre giornate dalla fine della regular season divenne improvvisamente un’altra. Era una Modena ben diversa da quella stellare di oggi, con giocatori che avevano bisogno di inserire una marcia in più: quello fu il merito di Bruno Mossa de Rezende, che in silenzio, ad appena 24 anni, osservò chi aveva al suo fianco, e in 11 epiche partite fece esplodere ad uno ad uno tutti i compagni. Creus e Kooistra? Macchine da punti al centro, Casoli e Kooy? Quanto serviva in zona 4. Angel Dennis? Lui già forte lo era, ma con lui divenne un dio.

Casa Modena, quinta in regular season, esaltata da quel ragazzo brasiliano, fece tremare il mondo eliminando Monza (3-0 in una quinta partita memorabile) e poi sfidando una delle Trento più forti di sempre. Due partite da cinquemila spettatori al PalaPanini, la seconda con la memorabile invasione di campo di Antoine entrata nella leggenda, e il sogno di raggiungere il V-day, dove si assegnava il tricolore in una sola partita, svanito solo per colpa del destino. Sull’1-1, con Modena in vantaggio in gara 5 a Trento, l’infortunio a Dennis rinviò di qualche anno l’appuntamento con lo scudetto, ma fece innamorare di Modena quel ragazzo che ora è tornato di nuovo con gioa tra noi.

F.R.



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