Carpi, pari e patta Ma Lazzaretti non è contento...
Il patron carpigiano ha assistito al match da bordo campo Mister Bagatti in discussione: l’esonero non è da escludere
Fabio Garagnani
CASTEL MAGGIORE. Per il Carpi è un punto da tenersi stretto stretto, perché a Castel Maggiore il pareggio sta decisamente più stretto al Progresso. Non tanto per le occasioni da rete create, gol a parte per la verità piuttosto scarne, quanto per l’intensità con cui i bolognesi hanno interpretato la partita, per il pressing a tutto campo e per l’efficientissimo servizio di mutuo aiuto. Per quelli sì, avrebbero meritato l’intera posta in palio. Per il Carpi un passo indietro in termini di gioco. Mai è riuscito a trovare il tempo per le giocate, asfissiato dalla morsa da avversari troppo rapidi di gambe e di testa, capaci di recuperare miriadi di palle a centrocampo con anticipi puntuali. Il gol di Villanova è un lampo occasionale di una squadra rimodellata più volte nei novanta minuti, senza che si sia mai trovato il bandolo. E dalla quale i tifosi vorrebbero di più: accorsi numerosi anche a Castel Maggiore, a fine partita l’hanno fatto capire anche ai giocatori e al tecnico, pur applaudendo.
Il derby in famiglia lo vince invece decisamente Bagatti figlio. Dal suo piede il vantaggio dei padroni di casa che ha messo in bilico la partita del Carpi, e forse anche la panchina di Bagatti padre, che a fine partita si è assunto tutte le responsabilità. Il patron Lazzaretti, che ha seguito l’intera partita a bordo campo il più vicino possibile ai suoi giocatori, certo non ha gradito né prestazione, né risultato, ma a ieri sera non era maturata alcune rottura.
Cronaca. La partita si mette in salita per il Carpi già al 22’, quando Fiore trova un’autostrada e mette in mezzo per Bagatti, che si sposta la palla sul destro e infila Ferretti con una conclusione apparsa non irresistibile. La reazione di Aldrovandi e compagni è confusa e gli unici lampi arrivano allo scadere del tempo, quando Walker ci prova due volte nell’arco di pochi minuti da buona posizione trovando prima Celeste e poi la schiena di Rossi.
Dopo l’ormai consueto maquillage nell’’intervallo, il Carpi torna in campo con un altro modulo e altri interpreti: 4-4-2 con l’ingresso di Villanova al posto di Walker a fianco di Raffini in attacco, e Carrasco e Ballardini sugli esterni di centrocampo. Con l’ingresso di Muro, il terzino destro diventa Lordkiparnidze, che era partito trequartista prima di essere invertito con Serrotti. Tutti tentativi poco fruttuosi, anche se i guizzi di Carrasco un po’ di male al Progresso lo fanno. Il pareggio arriva d’improvviso, al primo vero tiro in porta del secondo tempo: cross di Lordkiparnidze, sponda di Raffini e rigore in movimento di Villanova. Carrasco fiacco sull’ex Celeste chiude le ostilità.
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