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È una sinfonia nerazzurra a Empoli L’Inter vince con le reti dei difensori

Paolo Nencioni EMPOLI.
È una sinfonia nerazzurra a Empoli L’Inter vince con le reti dei difensori

Inizio stentato (e rigore negato a Bajrami), poi D’Ambrosio fa da “apriscatole” e dopo l’espulsione di Ricci è dominio totale

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Vince l’Inter com’era previsto e prevedibile ma l’Empoli non sfigura davanti ai campioni d’Italia arrivati al Castellani per cancellare la delusione del pari incassato n el finale con la Juve.

E se dalle sconfitte, come dice spesso Aurelio Andreazzoli, c’è sempre qualcosa da imparare per crescere, questa potrà insegnare molto agli azzurri. Innanzi tutto che se la possono giocare con tutti o quasi. Era la scommessa del tecnico, in parte vinta, perché per mezz’ora l’Empoli ha giocato alla pari coi nerazzurri e avrebbe anche meritato di andare in vantaggio. Poi, come capita spesso, ci sono le sliding doors. La porta girevole si è materializzata tra il 31’ e il 34’. Scena numero uno: Bajrami viene servito nel cuore dell’area interista e sul controllo incoccia nella gamba di D’Ambrosio. L’arbitro Chiffi fa cenno di aver visto e lascia correre, ma riguardando il replay forse avrebbe fatto meglio a rivedere perché il contatto sembra evidente. Non è dato sapere se sia stato richiamato dal Var. Scena numero due, meno di tre minuti dopo: Sanchez prende palla sulla trequarti e scodella un assist al bacio per lo stesso D’Ambrosio che sbuca dal nulla e di testa mette alle spalle di Vicario. Un passo indietro: al 19’ era stato ancora D’Ambrosio a salvare una palla giusta capitata sui piedi sbagliati, quelli di Luperto, che si è girato in area e non ha nemmeno tirato male, solo che ha trovato il gambone del centrale ad Handanovic battuto.

Un peccato, perché Andreazzoli se l’era giocata bene, schierando una formazione più offensiva di quella che ha vinto a Salerno. Visto che a Natale mancano ancora due mesi, l’albero di Natale è finito per una sera in soffitta e l’Empoli si è schierato con il classico 4-3-1-2 con Bajrami dietro i confermati Pinamonti e Cutrone e con la sorpresa Parisi al posto di Marchizza sulla fascia sinistra. Cioè con due terzini di spinta. Un messaggio chiaro alla squadra: giochiamola senza nessun timore reverenziale. Il piano, come detto, ha funzionato fino a quella porta girevole che ha messo in discesa la partita per i nerazzurri.

Eppure anche dopo lo svantaggio l’Empoli ha continuato a macinare il suo gioco. Ma il colpo del ko è arrivato al 52’ quando Ricci ha fermato un contropiede di Barella sulla linea di centrocampo con un intervento più da rosso che da giallo, e infatti dal taschino di Chiffi è uscito il rosso.

Teoricamente gli azzurri erano ancora in partita, con Haas inserito al posto di Bajrami per dare più sostanza al centrocampo ma sarebbe servita un’impresa o un avversario distratto. Non è accaduta nessuna delle due cose. L’Inter ha sentito l’odore del sangue e ha azzannato come devono fare le squadre che ambiscono allo scudetto. Al 58’ è stato il palo a negare il raddoppio a Gagliardini, cinque minuti dopo è stato Vicario a salvare su Lautaro. Altri quattro minuti e lo stesso Lautaro ha tagliato in due la difesa azzurra con un cross dalla destra che è stato monetizzato dall’ottimo Dimarco. Fine dei giochi.

Menzione di demerito a Gagliardini che al 73’, avanti di due reti e con gli azzurri in dieci, ha segnato col braccio giurando poi all’arbitro e agli avversari di averla presa con la spalla. Giusto il giallo nei suoi confronti.

Ora la testa va alla sfida contro il Sassuolo dell’ex Dionisi. In quest’ottica l’inserimento di Asllani in regia anziché di Stulac potrebbe voler dire che Andreazzoli ha una mezza idea di farlo esordire dal primo minuto.



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