carrarese
Paolo Vecchi
MODENA. “Non fate arrabbiare il canarino” avrebbe ripetuto all’infinito Antoine, lo storico speaker dello sport modenese, a corredo della straordinaria vittoria conquistata ieri dal Modena sulla Carrarese, una delle più belle, intense ed emozionanti dell’era moderna gialloblù. Ci ha pensato l’arbitro Centi a far andare su tutte le furie il Modena di Tesser, ma grazie al disastroso fischietto di Terni, e soprattutto al cuore immenso e all’orgoglio di un manipolo di eroi in maglia gialloblù, il popolo geminiano ha vissuto una giornata straordinaria. Carlo Rivetti & Family volevano una squadra di uomini: eccola. Ci ha messo un po’ a diventare tale, ma grazie al sapiente lavoro di mister Tesser, i gialli hanno assunto la dimensione di grande che gli era stata accreditata alla vigilia. Sei vittorie nelle ultime sette partite, quattro consecutive e una rimonta che porta Pergreffi e compagni a un punto da Cesena e Reggiana in campo questa sera con la Lucchese.
Tesser arriva al match con i toscani di Di Natale con un solo attaccante a disposizione: Mattia Minesso. Perchè Bonfanti, Giovannini e Ogunseye sono in infermeria e Marotta addirittura all’ospedale. Il tecnico taglia la testa al toro e modifica il 4-rombo-2 nell’”albero di Natale” tanto caro a Carletto Ancelotti piazzando Tremolada e Mosti alle spalle di Minesso. In mezzo Gerli basso con Scarsella e Armellino interni. Dietro, davanti a Gagno, la coppia Silvetri-Pergreffi tra Ciofani e Azzi. Il Modena “fantasia” ci mette sei minuti a passare: Tremolada per Gerli, imbucata per Armellino che salta secco un uomo e infila Vettorel. Il boato del Braglia scatena probabilmente un corto circuito nell’arbitro Centi che entra in confusione. Al 16’ Tremolada centra in pieno la traversa, poi arriva l’espulsione di Minesso. L’attaccante sbraccia per liberarsi di Kalaj che al minimo contatto crolla al suolo come giustiziato da un plotone di esecuzione: Centi si divora il colpo di teatro cacciando Minesso negli spogliatoi. E qui si accende l’anima di un Modena indomabile che tiene a bada la Carrarese lasciandole solo una conclusione di Battistella respinta da Gagno.
Ma davanti bisogna intervenire e non c’è bisogno di dirlo a Tesser che lascia Tremolada negli spogliatoi, rinunciando a uno dei due trequartisti, per inserire Ponsi e spostare Azzi in attacco sistemando il Modena su un 4-4-1 con Gerli e Armellino allineati tra Scarsella e Mosti. La Carrarese tenta l’abbordaggio, Gagno le para tutte, poi inizia lo show del brasiliano che praticamente gioca da solo contro tutta la difesa della Carrarese che diventa matta nell’inutile tentativo di arginarlo. Al 54’ Azzi rientra da sinistra e scarica un sinistro respinto da Vettorel. Risposta toscana con D’Auria che si mangia il pari. Di Natale mette in campo l’intera batteria offensiva attaccando a tutto spiano, Tesser risponde con Baroni per Scarsella sistemandosi a cinque dietro. Tanto davanti c’è un Azzi in formato “Rambo” che al 65’ umilia gli storiditi difensori della Carrarese, entra in area da destra e batte di sinistro: Vettorel si oppone e sulla respinta ancora Azzi spara alto. Al 74’ l’attaccante canarino si invola su un palla lunga, brucia tutti in velocità un po’ alla Jacobs, o alla Tortu se preferite, e subisce un contatto di Kalaj in piena area. Rigore (generoso): Mosti sul dischetto e palla contro il palo alla sinistra di Vettorel spiazzato. Tesser ruota in continuazione Armellino e Gerli, poi inseriesce Di Paola per lo stremato Mosti. Un’occasione sprecata da Doumbia all’85’, precede il finale da mille e una notte dei gialli. Rabiu entra per Gerli, ma ormai è una battaglia tra i gladiatori canarini, sostenuti fin dall’inizio da una Montagnani pazzesca, e l’armata di Di Natale con Azzi a seminare il panico tra i toscani. Siamo nel recupero, tutto il cuore del Braglia scandisce i secondi che ancora mancano, quando sull’ultimo tentativo della Carrarese, scatta il contropiede canarino. Anche Vettorel è fuori dai pali e la palla arriva ad Azzi che lo castiga con il 2-0.
L’esplosione del Braglia non si può raccontare e le “trombette” del pessimo impianto audio del Braglia non bastano a Casolari per sovrastarla.
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