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Sassuolo, un incontro tra tifosi e società. E la curva deve tornare “solo” neroverde

Valentina Spezzani
Sassuolo, un incontro tra tifosi e società. E la curva deve tornare “solo” neroverde

Calcio. Carnevali ha smosso le acque aprendo un dibattito costruttivo sulla questione del poco pubblico al Mapei. Ora dalle parole si passa ai fatti 

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SASSUOLO Da qualche giorno tiene banco la questione della scarsa presenza di tifosi neroverdi allo stadio, in particolare al Mapei Stadium, che deve ancora vestirsi realmente a festa dopo la riapertura post emergenza Covid.

A smuovere le acque, le parole dell'amministratore delegato del Sassuolo Giovanni Carnevali che, dopo la storica vittoria sulla Juventus, in un’intervista su queste colonne si era detto amareggiato per lo scarso seguito della squadra, nonostante i continui sforzi da parte della dirigenza e gli ottimi risultati sportivi raggiunti negli ultimi anni. L'imput è indubbiamente servito ad aprire un dibattito, si spera costruttivo, visto che dai numerosi commenti comparsi sui social sono emersi spunti di riflessione, proposte e, a dire il vero, anche qualche critica (ma anche queste aiutano a migliorare se colte e sfruttate nel modo giusto).

C'è chi suggerisce di ricominciare a organizzare pullman per le partite di Reggio Emilia, chi chiede a gran voce che i giocatori tornino ad essere più presenti in città, con iniziative al centro sportivo o nelle scuole, e poi c'è chi fa notare come in certe occasioni la società non sia stata particolarmente efficace nel prendere le parti della tifoseria. In merito a quest'ultima questione, il riferimento è alle partite contro le cosiddette big, l'ultima quella con l'Inter del 2 ottobre scorso, quando nella curva neroverde si sono presentati diversi tifosi della squadra ospite con tanto di sciarpe nerazzurre, noncuranti degli appelli fatti dal club sul sito ufficiale in occasione della vendita dei biglietti. Tante le proteste, anche formali, con email spedite alla società, nelle quali si evidenzia anche come spesso i controlli sugli striscioni e le bandiere siano fiscali coi sostenitori di casa, molto meno con gli ospiti, sempre "armati" di tamburi e striscioni di ogni genere.

Se è vero che lo scarso numero di tifosi neroverdi è un discreto assist a quelli avversari, per niente intimoriti e pronti a indossare spavaldi i propri colori anche dove non sarebbe consentito, è altrettanto vero che non dovrebbe essere permesso.

Insomma, come detto più volte, ci sono margini di miglioramento da entrambe le parti e non possono essere i social il luogo di un confronto che deve invece necessariamente avvenire in presenza, visto che l'obiettivo comunque è fare il bene del Sassuolo. Entrambe le parti si sono dette disponibili a farlo ed è auspicabile che questo avvenga e sia un momento di chiarimento e condivisione di idee.

La piazza è piccola, è vero, ma si può e si deve fare in modo che i giovani si avvicinino alla squadra della propria città, con l'aiuto di chi già la segue e del club stesso, uniti e coesi verso l'obiettivo comune. Se questa stagione dovesse concludersi al meglio, il prossimo per il Sassuolo sarà il decimo anno in Serie A, è ora di fare uno step importante, anche sugli spalti.

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