Modena scivola su Piacenza al PalaPanini
Grave sconfitta per i gialloblù che in vantaggio di un set e 19-16 nel secondo si fanno sfuggire di mano la partita
Fabio Rossi
Un’altra Monza, questa volta, però, al PalaPanini. Piacenza non è Vibo, ma una squadra di prima, anzi “primissima fascia” e la Leo Shoes PerkinElmer deve prenderne atto incassando la seconda sconfitta nelle tre partite finora giocate. Non il bilancio che avevano immaginato tifosi e coach Giani. Modena diventerà probabilmente la “squadra dei sogni”, ma ha bisogno di tempo perché questo accada, Piacenza pare invece essersi specializzata nel ruolo di “ammazzagrandi” e dopo aver impallinato la Lube a domicilio fa altrettanto con Bruno e compagni conquistando la quarta vittoria in altrettanti incontri disputati.
Match intenso, questo sì, per oltre due ore accade di tutto e di più con ribaltoni improvvisi che alla fine ne scrivono la storia, triste peri giallolbù, esaltante per gli ospiti.
La squadra di Bernardi dimostra di avere tutto per sedersi al tavolo delle grandi della SuperLega, soprattutto quel carattere che è sempre stato il marchio di fabbrica del suo allenatore, quella del Giangio per il momento si trova costretta ad esporre il cartello “lavori in corso”. Se ne riparlerà con calma fra qualche settimana.
I sestetti
Decifrabili già alla vigilia. Giani recupera Stankovic, ma non lo fa partire titolare, Bernardi inizia il match con Recine in zona 4 e Russell in panchina. Brizard-Lagumdzija è la diagonale principale, Caneschi e l’ex Maxwell Holt sono i due centrali, Rossard l’altro attaccante di posto 4 con Scanferla libero.
La partita
Si vive di momenti e fiammate in un primo set quasi di studio tra de pugili ronti a ferrare il colpo del ko. Piacenza cerca Leal in ricezione, abbastanza scontato, Modena ha in Nimir Abdel Aziz (6 su 11 nella frazione) l’uomo che la tiene a contatto nella prima parte del set. Piacenza una chance, anche notevole, ce l’ha, sul 14-12, ma contrattacca malissimo la palla del possibile +3. E paga dazio. Sul 18-18 dentro Stankovic per Sanguinetti, ma a decidere è una difesa di Bruno che Modena sfrutta alla perfezione fuggendo sul 21-18. Basta ed avanza per chiudere 25-22.
Frazione numero 2 in cui Modena decide di gettarsi via due volte, la prima all’inizio sul 6-2, la seconda, in modo clamoroso sul 19-16 con freeball a disposizione, fatale un appoggio ciccato da Mazzone a Bruno che riapre un set di fatto chiuso. Il turno di battuta di Recine con due ace corretti dal videocheck ribalta tutto: volti smarriti nella metà campo gialloblù, Piacenza ringrazia per tanto ben di dio ricevuto: 25-21 e 1-1. Colpo duro, durissimo da incassare, troppo per una Modena che nel set numero 3 finisce in totale confusione e subisce molto più di quanto non dovrebbe in ogni fondamentale. Ospiti avanti anche di 6 a metà del set e addirittuta fino al 24-16. Non basta la fiammata di Nimir in battuhiude il 25-20.ta. Ospiti sul 2-1 quando Rossard
Quarto parziale: senza Leal lasciato in panchina fino al termine, con Van Garderen in zona 4. È quasi la fotografia della partita con Modena che gioca con le spalle al muro, finisce sotto di 3, poi si avvicina con un muro di Ngapeth 9-10. Qui emerge una Piacenza che merita quello he poi otterrà volando padrona del campo fino al 22-17. Solo una serie miracolosa di Ngapeth dà l’illusione che con l’aiuto del pubblico del palazzo il miracolo possa avvenire. Modena arriva a -1, ma prima Cester (24-22), poi l’imperturbabile Lagumdzija non si scompone e mette il punto numero 25 della sua partita chiusa da “mvp”: 25-23, 3-1 e tutti a casa.
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