Maglie di lana e “ look” ottocentesco: a Palagano la partita del centenario
Coperto da un lungo cappotto e riparato sotto un cappello in feltro a tesa larga, un allenatore urla in tono minaccioso strane indicazioni in dialetto, già durante il riscaldamento. Un manipolo di giocatori, più o meno giovani, più o meno atletici, lo guarda e annuisce, qualcuno con convinzione, altri rivelando un misto di stupore e timore. I calciatori hanno insolite maglie di lana, impietosamente aderenti e dal colletto che ricade morbido, il numero sulle spalle sembra in pelle; i pantaloncini sono neri, cortissimi e sgambati, i calzettoni alti e sempre di lana, le scarpe rigorosamente nere. Altro dettaglio: tutti o quasi hanno baffi, basette e look che fanno ipotizzare che in zona gli acconciatori siano rimasti fermi alla moda ottocentesca. Gli avversari, prima del calcio d’inizio, scambiano il saluto con i padroni di casa, osservano l’insolita atmosfera e non sanno bene cosa rispondere quando ricevono in dono un gagliardetto mai visto prima su campi dilettantistici. La situazione è strana, ma, trovandocisi a Palagano, tutto torna: i ragazzi del Real Dragone, infatti, hanno messo in scena la loro partita del centenario, all’insaputa ovviamente degli ospiti e del direttore di gara. Il match è una sorta di goliardica rievocazione storica del calcio che fu, come sottolinea il vicepresidente della società Nicholas Bertugli: “Qui al Real Dragone abbiamo ormai tante squadre, dalle giovanili insieme al Polinago alla Seconda categoria, passando per il calcio femminile, il calcio a 7… Siamo sempre così impegnati e preoccupati per mille cose, che rischiamo di dimenticare che ci dobbiamo anche divertire e la partita del centenario serve proprio a questo”. I dirigenti indossano completi forse considerati eleganti mezzo secolo fa, a fine partita viene distribuito lambrusco locale di dubbia qualità, alcuni giocatori ricevono medaglie riciclate da non si sa bene quale evento sportivo passato e l’allenatore conclude con un discorso in dialetto che metà squadra non capisce per niente, ma il succo è chiaro: la vittoria del Real Dragone è arrivata in rimonta, quindi, ieri come oggi, “Acsé us fà”.
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