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Milan-Inter, la sfida dei giganti degli attacchi

Dzeko-Ibra, incubi delle difese Per Pioli è una partita importante ma non decisiva . Inzaghi vuole iniziare la “remuntada” 

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milano. Da un lato la ghiotta possibilità di andare in fuga sui cugini, dall’altro quella di tornare in piena corsa per lo scudetto. Qualunque sia la prospettiva, non un derby banale.

Milan e Inter si preparano a un’altra sfida d’alta classifica, un crocevia importante della stagione. «Ogni partita la prepariamo per vincerla, immaginate come abbiamo preparato il derby. Ma il campionato è solo alla 12esima giornata e non può essere una partita decisiva o determinante per il risultato finale», ha detto Stefano Pioli. Una vittoria consentirebbe al suo Milan di volare a +10 sull’Inter, ma per il tecnico rossonero non sarebbe in ogni caso il colpo del ko. «È una sfida molto importante per il nostro ambiente e per il nostro popolo.

Vincere ci darebbe altri tre punti ma non possiamo guardare troppo avanti. Avremo uno stadio che ci spingerà e dovremo cercare di giocare con attenzione». Il derby mette davanti i due attacchi più prolifici del campionato: 28 gol l’Inter, 25 il Milan. Pioli recupera Rebic ma Ibra sarà al centro dell’attacco rossonero, con Leao, Diaz e Saelemaekers. L’ultimo derby è stato una debacle per il Diavolo, sconfitto 3-0. Nell’Inter non solo è cambiato l’attacco, con Dzeko che non sta facendo rimpiangere Lukaku, ma anche la panchina. «Questo è il mio primo derby e c’è grande voglia di giocarlo», ha detto Simone Inzaghi. «Per noi - ha aggiunto il tecnico nerazzurro- sarà fondamentale fare risultato. Abbiamo un ritardo di 7 punti che vogliamo cominciare a colmare. Nelle ultime gare abbiamo sempre giocato un ottimo calcio. Dalla partita con la Juventus in poi abbiamo concesso poco. Sarà una partita intensa e sappiamo cosa significa un derby».

Se per Pioli la favorita in ottica scudetto resta l’Inter, per Inzaghi «la classifica c’è e va guardata, ma in un derby le classifiche si azzerano». Intanto, per ridurre il gap, il tecnico si affida al solito tandem Lautaro-Dzeko.

Il ballottaggio semmai è a centrocampo tra Calhanoglu e Vidal.

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