Chiara, Laura, Simone e il mito «Correre ad Atene è speciale»
Casolari, Bertoni e Colombini da Pavullo in Grecia sulle strade della maratona «Entrare allo stadio Panathinaiko un’esperienza unica, ci siamo commossi»
Missione compiuta, in terra ellenica, per Laura Bertoni, Chiara Casolari e Simone Colombini. I tre ragazzi di Pavullo hanno portato a termine con successo ieri la Maratona di Atene. Se per Laura l’esperienza di New York nel 2019 ne aveva segnato il debutto assoluto sui 42 chilometri, Simone e Chiara hanno scelto una delle maratone più affascinanti del mondo, quella che da Maratona porta appunto ad Atene, per l’esordio sulla distanza regina.
Là dove tutto ha avuto inizio per opera di Filippide e dove Stefano Baldini è diventato immortale nel 2004, ieri anche i tre ragazzi pavullesi hanno così scritto la loro pagina di storia. «È stata una gara bellissima, ma altrettanto dura – assicura Laura Bertoni – il percorso è un continuo saliscendi, con salita vera dalla mezza al trentesimo. La logistica del tracciato non facilita purtroppo il supporto del pubblico: il tifo arriva forte e caloroso quando si attraversano i paesini, ma, nel mezzo, ti ritrovi solo con te stesso e la tua fatica: sembrava un po’ di essere sull’Estense per arrivare a Pavullo». Proprio a Pavullo, appunto, dove i tre ragazzi sono cresciuti nell’Atletica Frignano a pane e atletica.
«Chi fa atletica, prima o poi deve provare la maratona – spiega Simone Colombini – ho sempre detto che avrei voluto correre una maratona e ho invidiato tanto Laura e Giada Serafini quando hanno corso New York. Ho giurato che la volta dopo sarei stato della partita». Promessa mantenuta. Non scontata, peraltro, se a farla è l’ex campione italiano under 23 dei 3000 siepi, con diverse maglie azzurre all’attivo. «Ora che vivo l’atletica in maniera più spensierata è arrivato il momento di godermi appieno questo mio desiderio. Ad Atene è stata dura: ho corso bene fino a metà, poi ho finito con i crampi, ma è stata un’esperienza bellissima».
Il terzo tassello del puzzle, è però la sorpresa più grande. Alzi la mano infatti chi si aspettava una ottocentista protagonista sui 42 chilometri? «Una pazzia bella e buona – conferma ridendo Chiara Casolari – invece mi sono fatta trascinare e ad Atene ho vissuto un’emozione indescrivibile. Un malanno al piede mi aveva fatto temere di dover abbandonare, poi ho stretto i denti e l’adrenalina ha fatto il resto. Credo di aver pianto negli ultimi chilometri di gara, la discesa finale ad Atene, prima di entrare nel mitico stadio Panathinaiko. La maratona mi ha conquistato».
Avrà di che lavorare dunque Renzo Finelli, che ha seguito i tre pavullesi di casa Fratellanza nella preparazione. E forse dovrà guardarsi le spalle il quarto pavullese, Alessandro Giacobazzi, che della maratona ha fatto da anni il suo credo. Per la cronaca, crono di tutto rispetto per Simone, Laura e Chiara, rispettivamente al traguardo in 2h54’47”, 3h23’37” e 3h25’01”. Sesto italiano Colombini, addirittura prima e seconda italiane Bertoni e Casolari (35esima e 36esima assolute). Che il tempo, ad Atene, assicurano non contasse nulla, ma non si deve mai credere ad un atleta.
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