Oggi l’Italia U20 al Ricci Bollini: «L’esperienza in azzurro è il massimo»
«Il coronamento della mia lunga carriera. La Romania? Ostica, ma noi dobbiamo essere più concreti in zona gol»
Stefano Aravecchia
A 55 anni Alberto Bollini vanta già una carriera “degna” di un tecnico anagraficamente più stagionato. «Eh, in effetti ho iniziato presto con la Poggese - ammette il tecnico di Poggio Rusco, ma modenese d’adozione - quando ho cominciato ero al primo anno di Isef , avevo vent’anni».
Da allora tante esperienze, soprattutto a livello giovanile con sei finali scudetto e di Coppa Italia, di cui tre vinte. Ma anche avventure in panchina con i “grandi”, come non ricordarlo su quella del Modena a fine anni ’90 con un ritorno nel 2019 al posto di Apolloni, pochi anni dopo essere stato il vice di Reja all’Atalanta in Serie A. Terminata l’ultima avventura in gialloblù, ecco spalancarsi per il “Bollo” le porte delle Nazionale. «Ho avuto tante esperienze, tutte belle e gratificanti, e a coronamento di questa carriera è arrivata la chiamata in azzurro, che mi gratifica sia a livello personale che sotto un profilo culturale della mia carriera. Qui c’è uno studio approfondito del calcio europeo, anche a livello scouting e gestionale è un’esperienza forte. Se vogliamo manca la quotidianità, ma io la riempio seguendo allenamenti, guardando partite e studiando. Cultura e passione sono da sempre i miei fari». Oggi a Sassuolo mister Bollini potrà respirare aria di casa: «Per me, abituato ad allenare da nord a sud, tornare dove si parla un dialetto familiare e dove ci sono tanti amici fa sicuramente piacere». Ma tutta la concentrazione di Bollini sarà rivolta alla partita: «La Romania è in testa al torneo, è una squadra ostica che unisce a forti capacità fisiche una buona caratura tecnica. Dobbiamo dare continuità all’intensità di gioco e al senso del gruppo che in questa squadra non sono mai mancati. Statisticamente abbiamo un buon indice di pericolosità ma, se a questo non corrisponde una resa concreta sul campo, rimangono solo i numeri. Dobbiamo migliorare negli ultimi venti metri e concretizzare ciò che durante le partite siamo riusciti a creare in termini di gioco».
Cortinovis e Viti sono solo gli ultimi due ragazzi che l’Under 20 di Bollini ha “consegnato” all’Under 21 di Nicolato «Per noi questa è già una vittoria importante, c’è grande sinergia, siamo un laboratorio funzionale alla crescita dei giovani. L’unico peccato è che buona parte dei miei giocatori, a differenza di quelli dell’Under 21, hanno scarso minutaggio con le loro squadre di club. Un problema storico del calcio italiano».
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