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Gol, assist e prestazioni da leader Il Sassuolo è Berardi-dipendente

Andrea Fratti

L’attaccante è andato a segno già sei volte con quattro passaggi vincenti:  nel complesso ha contribuito a più di metà delle realizzazioni neroverdi 

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Andrea Fratti

Minuto 37 di un match avvolto in una nebbia gelida: Berardi riceve un pallone sulla destra e, di prima, trova lo spazio giusto in profondità, mandando diritto in porta Scamacca, che non sbaglia. Minuto 51, Berardi si presenta sul dischetto, per battere il rigore guadagnato da Frattesi: rincorsa breve, Cragno da una parte, il pallone dall’altra. Gli episodi che hanno portato alle due reti del Sassuolo contro il Cagliari hanno un denominatore comune: Domenico Berardi e lo stesso fattore si potrebbe ritrovare analizzando quasi tutte le occasioni pericolose create dai neroverdi.

Nonostante le tante voci di mercato e la sempre più concreta possibilità di vederlo in un prossimo futuro con indosso un’altra maglia, Berardi è sempre di più anima e cuore di questo Sassuolo e la salvezza, perché è di salvezza che bisogna parlare al momento, passa necessariamente dai suoi piedi. In un reparto offensivo che ancora non ha trovato la giusta quadratura, in cui ancora i meccanismi vanno oliati, è il giocatore originario di Cariati l’unica vera certezza. Anche immerso in questa strana atmosfera che sa di addio e anche senza fascia da capitano al braccio, l’attaccante fa sempre la differenza: nelle sue undici presenze in campionato, ha segnato 6 gol e realizzato 4 assist. I dati parlano da soli, soprattutto se rapportati alle statistiche complessive di una squadra che, in 13 partite, ha messo a referto 19 reti; Berardi ha contribuito, quindi, a più della metà delle realizzazioni. Non è solo il miglior marcatore della squadra, ma è uno capace di mantenersi ad alti livelli nonostante i cambiamenti di allenatori, di giocatori e di moduli; è stato il capocannoniere dei neroverdi in Serie B, nella stagione 2012-’13, si è ripetuto in Serie A l’anno seguente e anche nel ’14-’15 e nel ’15-’16. Dopo aver superato un brutto infortunio, è tornato alle vecchie abitudini nel 2018-’19 e da allora è sempre stato l’attaccante più prolifico, cedendo lo scettro solo all’incontenibile Ciccio Caputo di due stagioni fa. Al di là di tutte le possibili voci di mercato, Berardi continua a dimostrare l’attaccamento al Sassuolo, confermando come la sua voglia di giocare e di fare bene siano superiori a tutto il resto. Dalla terza giornata di campionato in poi, l’attaccante è rimasto in campo quasi sempre fino al triplice fischio, venendo sostituito solo in tre occasioni a fine gara. E se uno dei tormentoni preferiti in passato su Berardi riguardava il suo essere una “testa calda”, ecco che lui risponde con una sola ammonizione fino ad ora e con un’espulsione diretta nelle ultime tre stagioni.

La considerazione che ha di lui il CT Mancini e la presenza ormai stabile in Nazionale sono elementi imprescindibili, in cui Berardi trova motivazioni extra da aggiungere a quelle di un campionato neroverde fin qui non particolarmente esaltante e privo dei tanto ambiti sogni europei.

E se il calciomercato continua a posizionare Berardi al centro di mille trame, ponendo sempre la Fiorentina in testa alle sue pretendenti, c’è da chiedersi seriamente come possa fare il Sassuolo di oggi senza di lui e se il club stia riflettendo su come eventualmente provare a colmare la voragine che lascerà sulla fascia destra (e non solo).

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