Gambaiani da record: è il primo modenese a fare 500 maratone
Traguardo storico per il 56enne di Fanano: amici in festa «Finché sentirò il brivido del pettorale, continuerò a correre»
Daniele Montanari
Inarrestabile. A 56 anni il fananese Mauro Gambaiani, icona della mirandolese Pico Runners, ha tagliato il traguardo delle 500 maratone: è il primo in provincia, tra i pochissimi in Emilia Romagna e tra i 15 o poco più a livello nazionale.
Gambaiani, dove ha centrato il risultato?
«A Ravenna nella maratona del 14 novembre: una gara che non dimenticherò mai, perché durante il percorso gli amici mi fermavano in continuazione per pacche sulle spalle e complimenti. Uno di Firenze, Alessio Nistri, mi ha regalato una maglietta dedicata con un grande “500” sopra. Un altro mi ha fermato per andare a prendere assieme un caffè al bar. Durante la gara, roba da matti! Un’ondata d’affetto pazzesca, per cui ringrazio ancora tutti di cuore».
A chi dedica l’impresa?
«Alla mia famiglia, a partire da mia moglie Adriana, senza la quale non avrei mai fatto nulla: è ancora lei che mi fa le iscrizioni e mi incoraggia, il pilastro di tutto. Ma anche ai tanti fananesi che mi spingono negli allenamenti, come Fabio Biagi, che è un po’ il mio mental coach”. La dedico a tutti gli amici e in modo speciale a un atleta di Fanano che ha perso la compagna di una vita in questi giorni: Franco Querciagrossa, che a 78 anni è ancora in sella alla bici. Lo guardo e mi dico sempre: “Se ha voglia lui, devo continuare ad averne anch’io”».
Come ci sente dopo tante maratone?
«Sono 262 maratone e 238 ultramaratone per la precisione. Tutto è iniziato con quella del 2007 a Firenze, in cui mi portò Alberto Piccinelli, maratoneta di Fanano che ne aveva già 70-80 alle spalle. La miccia mi si è accesa nel 2008, quando ho cominciato a farne una ogni 15 giorni, poi sempre più ravvicinate tanto che adesso ormai ne faccio una alla settimana. Essere il primo modenese ad arrivare a 500 è un grandissimo onore, mi dicono che sono un esempio. Ma so che ci sono altri vicini al traguardo, come Libero Zerbinati di Quartirolo che mi fece iscrivere alla Pico Runners, e resta un maestro».
E continuerà a farne?
«Eccome, magari tra un po’ comincerò a rallentare qualcosa, ma finché avrò la voglia di alzarmi alle 2-3 di notte per andare a una corsa lontano e finché sentirò un brivido mentre metto il pettorale, andrò avanti. La maratona è qualcosa di stupendo: al via si è tutti uguali, non c’entra cosa fai nella vita e quanto hai. Si è tutti insieme, solo nel nome di una passione».
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