Modena, continua lo show: prova di forza con Verona che vale altri tre punti d’oro
Bella partita anche per merito degli ospiti che hanno una chance nel primo set I gialloblù lo chiudono però 27-25 e impongono la loro legge nei successivi
Fabio Rossi
Mozic? Una futura star, poco ma sicuro. Verona? Fa davvero un figurone e gioca una gran bella partita in cui alla fine ha una sola vera colpa: non chiude un primo set in cui è sempre stata avanti. Non un dettaglio irrilevante, signori, perché se contro Modena, la Modena attuale, non sfrutti l’unica vera chance che ti costruisci, allora il tuo destino è segnato. Verona potrebbe salire 24-22, (e lo meriterebbe anche...) nel primo set, ma un favoloso Mazzone dice no e cambia in un attimo la storia di tutta la partita. Modena, sempre in un attimo, da squadra cinica, ricca di campioni che non ti perdonano, spiega a tutti, perché contro di lei non puoi concedere nulla senza finire poi immediatamente punito. E così è: bravissimi i ragazzi di Giani a ribaltare la situazione, ad arrivare per primi al set ball (24-23) e a chiudere 27-25 al terzo tentativo.
Un mese fa, probabilmente, non sarebbe successo, oggi Modena ha ormai sicurezze e un volto diverso: metteteci poi anche la presenza di “Rado” Stoytchev, il “grande nemico” sulla panchina avversaria e capirete che Bruno, Ngapeth e compagni mai e poi mai sarebbero usciti sconfitti da questa sfida.
Tecnica sopraffina (alcune invenzioni di Earvin da mostrare ai posteri), potenza impressionante in attacco, ma soprattutto in battuta, il fondamentale con cui Modena, pur costretta sempre a lottare, alla fine fa la differenza: 6 gli ace gialloblù, appena 2 quelli di Verona. E se il passivo sul servizio dei veneti si limita 2 soli punti diretti, il merito gigantesco e ancora di Monsieur Magique (82%, 0 errori) e di un eccellente Rossini 50%, ma 0 errori su 26 in ricezione.
Bene anche l’attacco, con Leal al 47% e braccio pesante, stesso discorso per Nimir Abdel Aziz (47% e 14 su 30).
I progressi di Modena sono però anche in difesa ed è lì che i ragazzi di Giani si guadagnano quei palloni che poi mettono a terra in contrattacco, ben 19 in tre set, tutti preziosissimi, tutti pesanti come macigni quando alla fine vinci il match con una manciata di punti di differenza.
Una bella Modena davvero, molto più attenta (o consapevole, per citare Antoine) rispetto a qualche tempo fa e chiaramente in fiducia e in crescita evidente dopo i successi su Trento e Perugia.
LA PARTITA
Sestetto di Modena nemmeno più ormai da ripetere, Verona con Spirito regista Jensen opposto, Nikolic e Cortesia Centrali, Mozic e Asparuhov martelli ricevitori, Bonami il libero.
Primo set per gli amanti di chi “la prende alta e la picchia forte”, anzi fortissimo: il giovane Rok Mozic dimostra a suon di bordate vincenti che la sua fresca fama è più che meritata. Jensen gli dà una buona mano e il libero Bonami riceve tutto nonostante Modena non mandi saluti e baci dalla zona di battuta. Verona si porta anche sul 15-12, commette però un paio di sbavature che consentono ai gialli di agguantarli e giocarsi in volata il set. Gli ospiti sprecano l’enorme chance già citata in apertura di portarsi sul 24-22 e poi tutto si compie nell’entusiasmo di un PalaPanini che ancora una volta riesce a fare la differenza.
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