Sassuolo, con le “grandi” hai un passo da Europa
Nelle sfide con le “sette sorelle” viaggia a 1,42 punti a partita, media che scende a 1,3 nei confronti con quelle che sono pari o alle spalle dei neroverdi in classifica
Diciassette giornate di campionato, 23 punti una media di 1,35 punti a partita per il Sassuolo di Alessio Dionisi. Una media che, paradossalmente, si alza contro le big: nelle gare disputate contro le ‘sette sorelle’, ovvero contro le squadre che hanno conquistato le coppe europee alla fine della stagione scorsa (e di quella precedente), il Sassuolo ha conquistato 10 punti, con 1,42 punti per partita, mentre contro le squadre che sono pari o dietro in classifica (oltre all’Empoli che è davanti al Sassuolo, ma che non si può definire una big della Serie A), la squadra di Dionisi ha collezionato 13 punti in 10 incontri, con una media esattamente di 1,3 punti a confronto. La differenza non è ampia, ma è piuttosto atipico che una squadra faccia relativamente bene contro le grandi, con tre vittorie contro Juventus e Milan addirittura in trasferta e contro la Lazio in casa, un pareggio contro il Napoli e tre sconfitte, tutte di misura o al termine di partite rocambolesche contro Roma, Atalanta e Inter. In pratica la fama di ammazzagrandi che il Sassuolo si sta cucendo addosso è meritata ed è suffragata dai numeri, sempre in vista del finale del girone di andata quando la truppa neroverde affronterà prima la Fiorentina in trasferta (e se non si parla di una grande poco ci manca, sia per classifica che per organico) e poi il Bologna in casa, con la squadra di Mihajlovic che fa parte della buona borghesia del campionato al pari del Verona, del Torino e dello stesso Sassuolo. In buona sostanza se i neroverdi avessero mantenuto un passo paragonabile se non leggermente superiore contro le cosiddette piccole, come era lecito attendersi, ora sarebbero tranquillamente in zona Europa a giocarsela con la stessa Viola di Italiano e con le due romane, alle prese con problemi di varia natura. E invece il Sassuolo ha raccolto i tre punti soltanto contro Verona, Venezia e Salernitana, ma pareggiando contro Genoa, Spezia, Sampdoria e Cagliari (curiosamente tutte e tre le squadre liguri, oltre ai sardi) e uscendo senza punti contro Empoli e Torino al Mapei Stadium e dalla Dacia Arena di quell’Udinese che ha cambiato allenatore negli scorsi giorni rinunciando a Gotti proprio per un rendimento non ritenuto all’altezza della situazione. La squadra di Dionisi sta alternando prestazioni scintillanti, e quella con la Lazio per continuità di azione è forse la più scintillante di tutte, ad altre onestamente difficili da interpretare con gare già vinte e buttate via nel finale (Empoli) e altre pareggiate nonostante una evidentissima superiorità tecnica (Spezia, Genoa o Cagliari). Tanti punti lasciati per strada che dovranno essere recuperati nel ritorno. Perché ammazzagrandi è bello, ma lottare per l’Europa è ancora meglio.
Paolo Seghedoni
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