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Equilibri saltati e difesa colabrodo: per il Carpi è un dicembre terribile

Enrico Ronchetti
Equilibri saltati e difesa colabrodo: per il Carpi è un dicembre terribile

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Enrico Ronchetti

Dicembre era il mese della verità per l'Athletic e con tre quinti del cammino alle spalle il verdetto è che questo Carpi non può sedere al tavolo con le grandi di questo campionato. I tre scontri di alta classifica giocati in una settimana con Aglianese (2-2), Ravenna (5-5) e Rimini (4-0) raccontano di una squadra che al momento della verità non ha fatto passi avanti bensì indietro. Prima del trittico con tre delle grandi del girone, i ragazzi di Gallicchio erano reduci da due vittorie e cinque pareggi nelle precedenti sette giornate. Sette partite in cui si stava intravvedendo un processo di crescita o comunque di consolidamento, con la difesa che aveva spesso chiuso la porta agli avversari a fronte di un attacco che stava faticando a centrare il bersaglio. Tanto da far dire al tecnico, alla vigilia della partita con l'Alcione Milano del 28 novembre, di voler “essere propositivi perché adesso me lo posso permettere, quando sono arrivato no”. Alla richiesta di osare maggiormente, il Carpi ha risposto vincendo quella partita 1-0, ma quando l'asticella delle difficoltà si è alzata ulteriormente sono saltati anche gli equilibri. Gli 11 gol subiti nelle ultime tre giornate sono un numero abnorme per qualsiasi squadra, ancor più per chi ha costruito le proprie fondamenta sulla solidità difensiva. Se contro Aglianese e Ravenna erano comunque arrivati due pareggi in rimonta frutto di cuore e carattere, a Rimini – contro la regina del campionato oggi a +15 e con una gara in meno – è stato un no-contest. Un risultato così rumoroso da scatenare rabbia e delusione anche nel patron Lazzaretti, scottato dall'atteggiamento rinunciatario della seconda parte di gara. Ai fulmini non è al momento seguita la tempesta, con nessuna “testa caduta”, ma al netto delle emozioni è evidente che il campionato biancorosso abbia preso una piega lontanissima dalle posizioni di vertice sperate in estate e sognate fino a un paio di settimane fa, quando l'arrivo di Sivilla aveva confermato le ambizioni della società. La quale deve oggi prendere atto di una squadra che su sedici giornate mandate in archivio ha occupato una posizione play-off solo per una sera, quella dopo il 5-5 col Ravenna. Arrivare ai play-off – che per altro ad oggi non danno diritto ad alcuna garanzia di promozione in C – non sarà nè semplice né tanto meno scontato. Prima di tutto, il Carpi deve però ritrovare equilibrio e solidità, sia tattica che mentale. Riprendendo quasi da capo un lavoro di costruzione che sembrava essere arrivato a un discreto punto. Fino al dicembre della svolta, che si sta rivelando un dicembre terribile.

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