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Fanton: «Il Ravarino è come una famiglia e ci sto benissimo»

Giacomo Molteni

Il tecnico è l’anima del club della Bassa: «Dopo tanti anni gli stimoli sono ancora alti. E ho la fiducia della società»

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Giacomo Molteni

Se Roberto Cantaroni è stato definito l’Alex Ferguson di Modena, lui potrebbe essere tranquillamente l’Arsene Wenger della Bassa. Certo, al record di 22 anni consecutivi del tecnico alsaziano alla guida dell’Arsenal gli manca ancora un po’, ma intanto con l’attuale sedicesimo di fila col Ravarino Filippo Fanton ha eguagliato quello, in chiave nostrana, dell’ex-mister della Cittadella, e in una stagione che per la “sua” squadra promette davvero bene: terzo posto rafforzato (+4), ottimo in ottica playoff, in Prima E grazie al sonoro 5-1 di domenica alla Madonnina. “Come trovare – attacca il tecnico classe ’78 – gli stimoli giusti ogni anno nello stesso posto? La domenica, nel momento sempre elettrizzante della partita, non c’è mai problema, ma durante la settimana a volte si fa un po’ fatica… anche perchè il Ravarino è squadra che cambia poco da un anno all’altro, abbiamo molti giocatori cresciuti da noi. Perchè allora non sono mai andato altrove? Qualche offerta in questi anni mi è arrivata, ma ammetto di non averla mai presa in considerazione fino in fondo. Qui entra infatti in gioco la valutazione dei pro e dei contro, e i primi a Ravarino sono parecchi: dopo tanti anni siamo come una grande famiglia, si sono creati rapporti che aiutano a superare tutte le difficoltà; inoltre la famiglia Cremonini, la proprietà, non ha mai messo becco in nulla, lasciandomi piena carta bianca sia sul piano tecnico che del mercato”. Mercato condotto in piena sintonia con il d.s. Sergio Testoni, entrato nel ruolo lo stesso anno, 2006 (“ma io ero stato suo giocatore quando a Ravarino allenava, quindi il rapporto nasce da ancora prima…”), in cui il non ancora 30enne Fanton esordiva da mister in un squadra appena retrocessa in Terza. “Tornammo subito in Seconda – ricorda – e fu la prima di quattro salite, tra cui quella storica della prima volta in Promozione, e due discese. L’ultima dalla Prima alla Seconda, seconda di fila, fu la sola annata da dimenticare, l’unica in cui cambiammo tanto, quindici giocatori, sbagliando sicuramente qualcosa”. Ma fu l’unica anche senza il… gemello Testoni, rientrato al suo posto l’anno dopo creando le basi per un nuovo sogno. “Nessuno – chiude Fanton - ci chiede di andare in Promozione, ma se avremo l’occasione lì nessuno certo ci chiederà neppure di tirarci indietro…”.

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