Barcellona e Olympiakos vulnerabili, il Porto non prende gol
Febbraio sarà tempo di playoff di Europa League per Atalanta, retrocessa dalla Champions, Napoli e Lazio che si giocheranno l’accesso agli ottavi, rispettivamente contro Olympiakos, Barcellona e Porto. Un sorteggio fortunato per la Dea orobica, meno per partenopei e capitolini. Analizziamo le tre rivali delle nostre rappresentanti.
BARCELLONA
“Ciuccio” partenopeo e “Blaugrana” tornano a incrociarsi a distanza di un anno; nella scorsa stagione il doppio confronto valeva la qualificazione ai quarti di Champions League, la spuntarono i catalani grazie al successo al “Camp Nou”, per 3-1, dopo il pari dell’andata.
Una squadra che ormai non c’è più, travolta da una crisi economica – oltre un miliardo di euro di debiti – che ha costretto la società a lasciar andare campionissimi come Messi, Suarez e Griezmann. Con risultati avvilenti; dopo 20 anni il Barcellona non ha superato la fase a gironi della Champions, retrocedendo in Europa League, e in campionato è a -18 dal Real. Poco beneficio ha portato il siluro a Koeman, con l’arrivo in panchina dell’icona Xavi. Il nuovo tecnico ha scelto il 3-4-3, con il “vecio” Busquets a fare da chioccia a tanti giovani, tra i quali spicca l’incredibile talento di Gavi, un 2004 già titolare nella nazionale spagnola, senza dimenticare Pedri e Ansu Fati, adesso infortunati ma presumibilmente recuperati a febbraio.
In avanti il punto di riferimento è l’olandese Depay, fin qui una delle poche note liete nella tribolata stagione catalana.
PORTO
C’è profumo di romanticismo nella sfida che opporrà la Lazio al Porto, condotto in panchina da Sergio Conceicao, da calciatore gran protagonista nello scudetto biancoceleste del 2002. Il “Dragao” guida il campionato lusitano, a braccetto dello Sporting Lisbona, grazie alla difesa e questa è una mezza sorpresa per i canoni del calcio portoghese. Il portiere Diego Costa ha incassato appena 8 reti in 14 gare di campionato, ben protetto dai quattro di retroguardia, nei quali spicca il sempreverde Pepe, 38 anni e non sentirli per l’ex Real. In mezzo al campo occhi puntati sul messicano Jesus Corona, lo segue anche il Milan, ma la vera stella è in attacco, il colombiano Luis Diaz. Classe 1997, è esploso in questa stagione, nella quale ha già segnato 13 reti, di cui due in Champions al Milan. Assieme all’emergente iraniano Taremi è proprio il colombiano la maggior insidia per la squadra biancoceleste.
OLYMPIAkOS
Se Napoli e Lazio sono preoccupate, il sorteggio ha sorriso all’Atalanta che però non deve vendere la pelle dell’orso, greco, prima di averlo messo ko. Ai nerazzurri sono toccati in sorte i greci dell’Olympiakos (facile la battuta la Dea sull’Olimpo...), con 46 titoli all’attivo la squadra ellenica più blasonata. Guidata dal portoghese Pedro Martins, i biancoverdi giocano con un offensivo 4-2-3-1, nel quale trovano posto gli ex “italiani” M’Vila, meteora all’Inter, e Papastathopoulos, veterano di mille battaglie, lanciato nel grande calcio proprio da Gasperini nella comune esperienza al Genoa. In avanti il riferimento è l’attempato marocchino El Arabi, 34 anni portati “bene”. La sfida con l’Olympiakos, rappresenterà la seconda volta della Dea contro squadre greche; l’altro incrocio risale agli ottavi di finale della Coppe delle Coppe 1987/88, nella quale i nerazzurri si arrampicarono fino alle semifinali, venendo poi eliminati dal Malines. L’avversario era l’Ofi Creta; la Dea ribaltò il ko di misura nell’isola, con il successo a Bergamo per 2-0, grazie alle reti di Nicolini e Garlini.
A. G.
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