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serie d. il nuovo allenatore 

Mister Togni: «Il mio primo obiettivo? Dare un’identità a questo Carpi»

Enrico Ronchetti
Mister Togni: «Il mio primo obiettivo? Dare un’identità a questo Carpi»

«Lazzaretti è molto passionale, tra noi c’è rispetto reciproco  Io ho la testa dura e credo nelle mie idee: difesa a tre, squadra aggressiva e veloce» 

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Enrico Ronchetti

Sentir parlare Romulo Eugenio Togni, nuovo allenatore dell’Athletic Carpi, ha un suono diverso rispetto alle consuete banalità del mondo del calcio. E non potrebbe essere troppo diverso da chi ha avuto come maestri Zeman, Sarri e Conte. Gente da cui il tecnico brasiliano ha appreso idee chiare, grande personalità e nessuna inclinazione ai compromessi. Con una prima missione ben chiara, ancor prima di ragionare di classifica e potenziali obiettivi: «La cosa più importante è che questa squadra costruisca un’identità – attacca il nuovo allenatore biancorosso –. Il Carpi è una società importante nella storia calcistica e deve avere un’identità, sono le squadre avversarie che devono preoccuparsi di noi e non il contrario».

Quello tra il Carpi e Togni, o meglio tra Lazzaretti e Togni, è un matrimonio a scoppio ritardato: «Il presidente l’ho conosciuto l’anno scorso quando mi offrì la possibilità di allenare la Correggese, non ci trovammo d’accordo e ci fu anche un confronto molto acceso. E’ una persona molto passionale e io ho la testa molto dura, credo nelle mie idee. La cosa più importante è che ci sia rispetto e adesso ci siamo ritrovati».

Con obiettivi e programmi evidentemente condivisi: «Il presidente vuole che il Carpi sia il più in alto possibile perchè sa anche lui la responsabilità che ha. La storia non si cancella, è nella memoria dei tifosi e della gente, che vuole rivivere quelle emozioni, ma adesso bisogna pensare al presente perchè la squadra in questo momento non sta dimostrando quello che vale per vari motivi che non sto qui a dire anche per rispetto di chi c’era prima. Ma è una squadra che individualmente ha molte qualità, bisogna metterle insieme».

Per farlo, il tecnico brasiliano si appellerà ad alcuni concetti cardine: «Ci sono principi che non possono essere tralasciati e sono l’aggressività e la velocità. La squadra dev’essere aggressiva e veloce quando deve attaccare e quando deve difendere, è una questione di spazi. Più spingi la squadra avversaria verso la sua porta e più farà fatica. Ognuno deve sapere come muoversi sul campo. La squadra l’avevo già vista, in questi 4 mesi fermo ho visto tante partite di tutti i gironi, e il Carpi è una delle squadre con un organico migliore. Cercavo di capire perchè i risultati non sono quello che questa squadra può dare. A livello di modulo ho deciso di cambiare e penso che questa squadra debba giocare a tre in difesa perché si guadagna un uomo in avanti, sia quando si ha la palla sia per pressare. Questo è il mio credo e vado in fondo con questo. Mi giudicheranno dovunque e comunque, quindi mi sono promesso che se devo morire lo farò con le mie idee e non quelle degli altri. C’è chi dice che a Lazzaretti piaccia essere coinvolto in questi discorsi e lo sarà, ma chi prende le decisioni e le responsabilità sono io e solo io».

Sulla possibilità di migliorare la squadra sul mercato, Togni è altrettanto chiaro: «Ho già un’ottima squadra in campo su cui lavorare, devo solo recuperare giocatori infortunati. Passando alla difesa a tre su qualcosina di mercato si può ragionare, ma non c’è bisogno di questo gran cambiamento».



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